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Se la Brexit è un disastro, cosa sarebbe uscire dall’Euro?

Stamane un amico mi gira un articolo del Guardian che, senza mezzi termini, titola “Brexit is a disaster”

Giustamente l’amico mi fa notare che stanno uscendo solo dall’area di libero scambio, non dalla moneta. Cosa che avrebbe effetti ancora più nefasti. Aggiungo io: parliamo poi di un’economia e di un sistema molto più solidi del nostro.

Quindi, cari amici No Euro, se volete suicidarvi fatelo. Se volete suicidarvi e dare fastidio alla gente, buttatevi sotto una metro nell’ora di punta. Però non trascinateci tutti con voi…

Un sentito grazie.

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Coin flip

134130666-5319076a-2f89-4913-8152-01279df23c5bIl coin flip. Testa o croce. 50 e 50. Così è stata decisa la nuova sede dell’Agenzia Europea del Farmaco (o qualcosa del genere). Un lancio della moneta da 1,7 miliardi di euro. Non male come monetina.

Con la beffarda vittoria di Amsterdam, è scivolata via una buona occasione per l’Italia. A noi brucia aver perso così ma nessuno degli amanti della “democrazia dal basso” e de “il popolo ha sempre ragione” ha ricordato che questa assegnazione è avvenuta perchè l’agenzia doveva traslocare da Londra, causa brexit.

Ma come mai si è arrivati al lancio della monetina? Prevista peraltro dal regolamento. Ci sono state tre votazioni, dove ad ogni turno venivano eliminate le città meno votate. Milano sempre in testa. Alla fine però si arriva alla pari.

Ma non si potevano decidere un numero di votanti dispari? La prima cosa che ho pensato. In effetti era così ma la Slovacchia si è astenuta.

Il sorteggio è stata la decisione giusta? Difficile dirlo. Che alternative c’erano? Rifare l’ultima votazione? Non vedo chi avrebbe cambiato. Rimandare e rifare una nuova votazione dopo aver lasciato il tempo di pensare? Come dire: chi paga di più i voti? Brucia ma è andata così. Al massimo io avrei vietato l’astensione, almeno nell’ultima tornata.

Per approfondire: REPUBBLICA.IT

Il post del mese: giugno

Giugno mese gramo per il mio blog. Complici gli impegni di lavoro, non ho scritto poi molto (o almeno ho scritto meno del solito).

A vincere la classifica mensile è stato il post enigmistico “Trova il Puck
Alle suo spalle la mia accorata disamina sul mio tifo tennistico in “Il tennis dopo Flavia Pennetta
Sul terzo gradino del podio la “Tristezza da Brexit

La Brexit, vista da vicino

Come già scritto, nel weekend ero a Londra. Nonostante non abbia attaccato bottone con autoctoni, ho visto un po’ di TV e sbirciato un po’ di giornali. Questo mi ha permesso di farmi un minimo un’idea sulla questione.

Mentre qui da noi tanti plaudono la maturità dell’elettorato inglese e la superiorità della Common Law anglosassone, qui c’è un sacco di gente incavolata nera. In tutti gli schieramenti politici stanno volando i coltelli, con accuse reciproche di aver sottovalutato la questione Brexit. I giornali poi sono unanimemente schierati contro l’uscita dal Eu. Sabato a Londra c’è stato una grande manifestazione, fondamentalmente chiedendo di rivotare.

Alla faccia degli italici sostenitori della democrazia diretta, qui non si solleva più di un dubbio sul lasciare ancora certi argomenti all’iniziativa popolare.

In barba a chi sostiene che i figli d’Albione abbiano ora “l’arma segreta” (il Meglioli…), si parla di discesa del prezzo delle case, ristrutturazione (leggi: licenziamenti) in molte aziende e di Pil destinato a svoltare in negativo.

Pare anche ci sia una corsa a trovare un avo europeo per poter avere il passaporto UE.

Eh… Ma noi li invidiamo e diciamo che hanno capito tutto…

Io comunque sono l’ultimo degli ignoranti. Vi rimando a QUESTO ARTICOLO che spiega tutto molto meglio.

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