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Una visione che fa riflettere

Come tutti, conoscevo il caso di Cambridge Analytica. Forse no, meglio riformulare: come quasi tutti quelli che cercano di farsi un’opinione, conoscevo quel caso. Oggi ho scoperto di saperne ben poco. Questa epifania è stata favorita da un ottimo documentario, prodotto da Netflix, player non offre solo buon intrattenimento ma anche ottimi contenuti. Inciso: non tutti, ci ho trovato anche titoli alquanto discutibili e complottisti. Questo documentario, The Great Hack – Privacy Violata, però l’ho trovato davvero ben fatto e circostanziato in modo soddisfacente. Il titolo italiano è quasi forviante, perché il problema non è la privacy ma come i nostri dati sono usati per influenzare la gente. Il tutto verte soprattutto sul l’elezione di Trump e sulla Brexit ma ci trovavo comportamenti molto usati da partiti italiani decisamente in rete. Così come la Russia è presente qui da noi, come lo è stata nelle elezioni Usa. Alla fine ti chiedi quanto sei influenzabile ed è importante porsi questa domanda, perché ti consente di provare almeno ad affrontare in modo critico le notizie con cui vieni tempestato.

Per una Cambridge Analytica che chiude, quanti continuano a fare quel genere di operazioni?

Ci aspettano anni difficili.

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X-Factor, il televoto e gli hacker

X-Factor è finito. Non che mi abbia scaldato più di tanto come edizione (insulti ad Arisa a parte). Ho notato però un piccolo disclaimer che appariva durante le puntate e che trovate nella foto. In pratica il voto ormai è molto “social” ma la produzione non garantisce che qualcuno non entri a taroccare il voto. Già mi vedo schiere di schiavo in un call center o in una sorta di web farm, pagati per manipolare il voto. Non è poi così impensabile. 

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