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Tre cose che apprezzo delle pinte australiane

Mi è capitato, giusto un paio di volte, di ordinare delle pinte di birra in giro durante la giornata. Dal locale pettinata, alla roadhouse nel nulla, ho potuto apprezzare tre cose:

1) tengono sempre i bicchieri in frigorifero, cosa che da noi non fa praticamente nessuno.

2) danno pochissima schiuma, come piace a me

3) fanno sempre le pinte rase, fin troppo!

Birrette a Tbilisi

Non riuscirò mai a pronunciare il nome del capitale georgiana come fanno gli autoctoni. Stesso discorso per molti altri nomi di paesi. Affogo allora i dispiaceri per la mia pochezza linguistica nelle birrette. Qui sarebbe in teoria zona da vino ma i primi te nativi mi hanno spinto di nuovo verso le graminacee. Una birra in locale o ristorate può variare tra i 3 (Baretto scrauso) alle 10 Lari. Al cambio fanno da 1 a 3 euro. 

Questo spiegherebbe anche perché guidino così. Vi scrivo questo post in pullman e per la prima volta in vita ho messo le cinture, dopo che una Mercedes Russa dopo averci sorpassato ha fatto la finta di stringerci perché il nostro autista si era permesso di suonargli il clacson. Altro incidente rischiato per mucche in autostrada…


Voglio la birra Mazzini

Ieri la giornata bostoniana è stata dedicata al freedom trail, un percorso tra i luoghi storici della città, culla dell’indipendenza americana dalla corona inglese. Ho così anche scoperto che Samuel Adams non è un birraio ma un patriota statunitense a cui, negli anni 70, hanno dedicato un marchio di birra. Un po’ come se da noi la dedicassimo a Mazzini. Resta comunque, a mio avviso, la miglior marca di birre industriali a stelle e strisce.  

 

Della coca in tazza (e successive amenità)

Per la serie “i grandi dilemmi della sera”. Rientrato ieri sera a casa apro il pensile della cucina per prendere un bicchiere per la coca e… Non so perché prendo una mug. Verso la coca e mi fa strano. Molto strano. Sembrava quasi the. Credo ci siano bevande fatte per essere bevute in recipienti trasparenti e altre no. Tutte le bevande effervescenti vanno sicuramente bevuti nel vetro. Quasi tutte le bevande calde in quelli non trasparenti. Poi ci sono i border line. La birra per esempio, i boccali possono essere sia di vetro che si coccio. Anche il caffè. Per molto tempo ho rifuggito le tazzine di vetro ma tutto sommato hanno il loro fascino. Il vino siamo abituati a berlo in bicchieri di vetro ma in alcune trattorie lo servono in ciotole. 

Una bevanda servita nel recipiente “sbagliato” sembra quasi che inganni il cervello mandi alle papille gustative un altro sapore.

Fine di questa inutile elucubrazione, dettata probabilmente dal troppo caldo di questi giorni.

Effetti positivi della disorganizzazione

Ieri sera ho organizzato il solito poker (classico, 5 carte) tra amici. Mi sono dimenticato di specificare che le birre le avevo già preso io. Gli altri a loro volta non so erano accordati su chi le dovesse portate. Risultato: tutti hanno portato birre. Di seguito potete notare i numerosi cadaveri e i numerosi superstiti.

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Acquisti imperdibili

Facendo 1+1 non potevo cerco lasciarmi scappare questa maglietta.

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Sembra fatta apposta per me

Qualche giorno fa passammo casualmente a fianco dello stabilimento della birra Tui, a quanto pare molto diffusa qua. Una sosta fu d’obbligo, anche all’annesso negozietto dei gadget. Potevo farmi sfuggire la maglietta che vedete in foto? Date le iniziali, sembra fatta apposta per me!

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Se la tecnologia muore

Per il mio ritorno alla vita alcolica, pensavo di farmi un regalo molto geek e fighettone: The Sub di Heineken. In pratica una piccola spina domestica refrigerante, alimentata con bussolotti da due litri. Tutto figo, tutto bello… tutto anche leggermente costoso.

In quest’ottica mi chiedo quindi: attecchirà? Oppure è un bel gadget a cui presto toglieranno il supporto? Queste cose o hanno una diffusione di un certo tipo sul mercato, come per esempio le capsule nespresso, oppure rischi di ritrovarti con elettrodomestici non più supportati.

La storia della tecnlogia è piana di oggetti anche belle ma morti praticamente sul nascere. Che dite, lo faccio l’acquistone? 🙂

 

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