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Georgiani, un popolo meraviglioso…

In un mio post estivo (Giuro, non mi lamenterò più. | Il Puck) mi lamentai di un certo lato “pittoresco” del popolo georgiano. Allora, era il volo d’andata, pensai di aver solo trovato un gruppo particolarmente maleducato. Nei miei nove giorni lì, mi resi conto che certi modi di fare erano piuttosto diffuso (anche se generalizzare è sempre sbagliato). Di recente un mio amico è andato in Georgia e mi ha mandato questi messaggi:


Serve aggiungere altro?

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Contrattare è unteria

Io non sono fatto per i mercati più a est di Atene. Laddove la contrattazione sul prezzo è una prassi consolidata, io non mi trovo a mio agio. È così bello vedere un oggetto, sapere il prezzo e quindi decidere se soddisfa o meno il proprio prezzo di riserva personale. 

Invece no. Qui è d’obbligo contrattare, è quasi uno sgarbo se non lo fai. Il mio massimo è chiedere il prezzo, se me ne dicono uno troppo alto, ringrazio e me ne vado. Se mi fermano con una controfferta se ne può anche riparlare. 

La tratta dei turisti 

L’altro giorno siamo passati dalla Georgia all’Armenia, attraverso un confine di terra. Il passaggio è stato tutto fuorché semplice. Al confine georgiano siamo scesi dal pullman e abbiamo fatto un primo controllo, dove ci hanno messo sul passaporto il timbro d’uscita. Siamo risaliti sul pullman e siamo arrivati al confine armeno. Siamo scesi e, in coda con varia umanità e nel caos automobilistico più totale, abbiamo fatto un altro controllo documenti? Al di là del confine siamo stati consegnati dalla guida georgiana a quella armena. Finito? Affatto. Dovevano ancora controllarci il pullman. Il tutto tra auto che si divincolavano dalla coda in maniera molto creativa. 

Un’esperienza molto formativa…

Omalo-Vegas 

Omalo, come già accennato, è un piccolo centro rurale (oltre i 2000 metri), al centro un parco naturale al confine con la Cecenia. 72 chilometri di sterrato, che si fanno in circa cinque ore, la separano dal resto del paese. Nonostante questo, è il posto dove il nostro gruppo di è fatto le serate, finora, più spassose. Tra un grappino locale,  vodka a un lari (30 centesimi di euro) e vino fatto in casa da due sorelle (gnocche, quindi presumibilmente russe) che gestiscono un ostello un po’ rasta.

Non sai mai a priori dove ti diverirai di più. 

Hall of fame georgiana

Nell’ultima mattinata georgiana a Tbilisi, abbiamo abbandonato il gruppo nella sua veloce visita alla Galleria Nazoonale, preferendo una passeggiata in centro. Davanti ad un cinema ci siamo imbattuti in una sorta di Hall of Fame. Immancabile la foto da turista ma quale stella scegliere? Ho fatto a caso. A quanto dice la nostra guida, ho optato per una vecchia attrice georgiana ancora in attività. Non chiedetemi il nome.

Mitsubishi Delica con guida a destra 

In questi giorni di fuoristrada georgiano, abbiamo quasi sempre usato delle Mitsubishi Delica. Un minivan 4×4. La peculiarità è che avevano la guida a destra. È singolare, visto che la guida è sempre sulla carreggiata destra. L’ipotesi che mi sono fatto è che la cosa agevoli gli autisti quando sono gli strapiombi (cosa che peraltro è capitata spesso).

Avrebbe una sua utilità.

#cowselfie : trend setter ma non troppo 

Data l’abbondanza di mucche per strada (come scrissi l’altro giorno) mi è venuta la simpatica idea di fare dei selfie con i bovini. Una volta tornato connesso col mondo, ho deciso di metterle online e mi è venuta la brillante idea dell’ashtag #cowselfie. Tronfio vado su Instagram e… Mi accorgo che ci sono già 13000 post. Un po’ rimango deluso perché non ho avuto un’idea così originale ma discretamente soddisfatto perché non è così mainstream e posso ancora essere un precursore del cowselfie italiano.

Puck, Moggi e McGiver

Sono arrivato in Georgia la mattina dell’8 ma solo oggi sono riuscito a riconnettermi al mondo. Non è stato facile. Andiamo con ordine. 

A differenza di quanto fatto gli scorsi anni negli USA e in New Zealand, non ero riuscito a procurarmi via internet una SIM. Ci tenevo a proseguire la mia collezione di Moggi dei poveri, con le SIM di paesi “esotici”.

I primi giorni sono stati abbastanza pieni e non ero riuscito a informarmi in un market sull’acquisto. Stavo quasi desistendo poi ieri in un paesello di montagna l’ho trovata. Tronfio, torno in stanza. Piccolo particolare: era una micro SIM e non una mini SIM (o viceversa, insomma era troppo grande). Da piccolo McGiver prendo la forbice per le unghie e iniziò a rifilarla. 

Miracolosamente funziona e quindi eccomi qui a narrarvi le spigolature del viaggio (e ad aggiungere foto ai post dei giorni scorsi. Riguardateli)

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