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Per una volta non parlo male del M5S

Oggi Il Sole 24 Ore offre una carrellata della possibile futura squadra di governo del M5S. Sapete che sono sempre molto critico verso questa forza politica (i motivi in estrema sintesi e semplificando? più aziendali di Forza Italia, derive populiste, base con soggetti complottari e no vax), però apprezzo chi, prima del voto, presenta già una lista di potenziali ministri. Secondo me ogni coalizione dovrebbe farlo. Un altro punto a favore è che, spulciando i nomi, pochi mi fanno storcere il naso. Per quanto molti non li conosca, la breve presentazione che ne fa il quotidiano di confindustria non è affatto male. Innanzitutto non c’è Guido Bagatta allo Sport, alla Salute c’è un oncologo, i ministeri economici sono affidati a tecnici.

Insomma, non li voterò ma una loro vittoria mi fa meno paura e un po’ di curiosità nel vederli all’opera ci sarebbe. Peccato che questo “esperimento” dovrebbe essere sulla pelle di tutti.

Sorgente: Il sole 24 ore

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M5$

In merito rimborsopoli del movimento M5S vi giro un interessante articolo di Wired. In più mi limito a dire che è facile parlare quando si è fuori dal giro, più difficile quando si è dentro. Ovvio che il sistema politico italiano abbia dei grandi sprechi (chiamiamoli sprechi…) però è anche vero che è un lavoro (sì, non è una missione, è un lavoro e chi lo fa, non lo fa certo per diventare più povero) e comunque dei costi li ha. Maggiori di quelli che i grillini sostenevano inizialmente.

Tutta questa storia però non fa che confermare quello che dico da sempre: l’italiano medio si lamenta del politico che ruba, poi però è il primo che cerca (nel suo piccolo) tutte le scorciatoie possibili. Siano dei risparmi non proprio legali, oppure il fregare il prossimo in una qualsiasi coda. Quando l’italiano medio si trova a fare il politico… cambia solo la scala, non il comportamento. Il problema è l’etica generale. Qualcuno disse (più o meno) che chi ruba nel poco, ruberà anche nel molto, chi è onesto nel poco, lo sarà anche nel molto.

Sorgente: Contrappasso M5S: chiedeva gli scontrini, oggi deve mostrare i bonifici – Wired

Lo sgusciante Di Maio

Dopo aver annullato un confronto con Renzi, dichiarando che il Pd non era più una avversario credibile, ora il prode Di Maio rifugge da un tentativo d’imboscata della furba Lucia Annunziata che lo mette (a sorpresa) in collegamento in diretta con Salvini, chiedendo una disponibilità ad un confronto TV.

Si potrebbero ipotizzare tante cose. Per esempio che, dato che non aveva il copione scritto, non sapeva che dire. Oppure che i M5S non si sentono abbastanza sicuri per sostenere un confronto con chicchessia. Cioè… Salvini. Non stiamo parlando di Obama, Putin o qualsivoglia soggetto di una certa caratura politica internazionale.

Preferisco però lasciare la parola alla registrazione. A voi farvi un’idea dell’accaduto. Certamente ci ha fatto una figura migliore Salvini, che si dice sicuro delle sue idee. Beato lui… visto il suo programma io non lo sarei così tanto…

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Harvard, Di Maio e i populisti di destra

Ok, di recente sono già stato educatamente accusato di portare avanti una mia personalissima campagna anti M5S. Bhè, difficile dire che mi stiano simpatici, anche se devo ricordare che nel mio primo post su di loro, nel lontano 2012, ero moderatamente speranzoso sul movimento. Detto questo, non posso non notare che al crescere della scolarizzazione, sale anche la diffidenza nel M5S. Questa volta è Di Maio a dover incassare, in quel di Harvard, delle bordate non da poco. Prima gli danno del “populista di destra” e poi, pensando di fargli un complimento (o insultandolo in modo sibillino) gli dicono che il suo movimento potrebbe rappresentare la stessa energia di Trump per gli Usa…

Sorgente: E la platea di ricercatori di Harvard tartassa l’aspirante candidato premier M5S – La Stampa

Ho un solo rammarico: ma il mio mito Dibba che fine ha fatto?

Le 15 paginette

Chiudiamo questo venerdì alla grande, con un Di Maio in forma smagliante.

Premetto: nel video de Il Fatto Quotidiano ci sono dei tagli un po’ sospetti ma, se la realtà dei fatti è che hanno presentato un libro di sole 15 pagine… c’è poco da girarci attorno… la domanda del giornalista straniero è esilarante nel suo candore. Vi consiglio la visione del link.

Sorgente: Europa, Di Maio presenta ‘libro a 5 Stelle’ ma il giornalista: “Dov’è? Queste sono solo 15 pagine” – Il Fatto Quotidiano

Se ti smonta anche Famiglia Cristiana…

L’ennesima deriva populistica del M5S riguarda i presunti vitalizi dei parlamentari. Argomento di cui, sinceramente, sapevo poco. Arriva però Famiglia Cristiana che spiega per filo e per segno dove sta l’imprecisione in tutto quello che è stato detto e scritto.

Resta il fatto che da metà settembre anche i parlamentari di questo mandato avranno diritto ad una pensioncina (leggete nell’articolo quando e quanto

Sorgente: E Di Maio inventò il populismo pensionistico – Famiglia Cristiana

Gaffe su ‘Pinochet in Venezuela’, Di Maio: “Un lapsus”

Potevo lasciarmi scappare il Dima che confonde Cile e Venezuela? Certo che no! Purtroppo però questa volta l’articolo più spassoso non è de La Stampa ma di AdnKronos. Lo spaccato di vita vissuta, dove una società privata di consulenza telefona per richiamare all’ordine un movimento politico, dovrebbe far riflettere i più.

Però ridiamoci su e pensiamo a come avrà storto il naso il Dibba, un po’ come fece su pubblica piazza mentre il Dima torturava congiuntivi… Lui (il Dibba) che gira in moto come il Che in sudamerica…

Per difendere un attimo anche il vicepresidente della camera (non dimentichiamo mai la carica del Dima) direi che gli stessi che oggi lo dileggiano, sono sicuramente coloro che attaccarono Valentino Rossi, dandogli dell’ignorante, quando in un’intervista disse “ci siamo forse arresi quando i tedeschi hanno bombardato Pearl Harbour?”. Quindi una gaffe puo’ capitare a tutti.

Non ve la devo spiegare quella dei tedeschi, vero?

Sorgente: Gaffe su ‘Pinochet in Venezuela’, Di Maio: “Un lapsus”

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