Archivi Blog

Non pensavo avrei rimpianto il bipolarismo

Ogni tanto passo sul sito http://www.sondaitalia.com, per capire se veramente ci aspettano ancora cinquant’anni di questo governo. L’attuale coalizione è ancora saldamente oltre il 50% dei consensi (secondo i sondaggi, per quanto lascino il tempo che trovano).

La cosa interessante è che però si è sempre più vicini ad altre coalizioni possibili. Sia il centrodestra (Lega, Fi, Altri) che il centrosinistra (M5S… se vogliamo ancora pensarlo schieramento di centrosinistra, PD, Altri) si attestano oltre il 40%.

Forse un governo diverso, in futuro, sarà possibile. Vedremo (con tanta paura) le Europee.

Annunci

Lo sgusciante Di Maio

Dopo aver annullato un confronto con Renzi, dichiarando che il Pd non era più una avversario credibile, ora il prode Di Maio rifugge da un tentativo d’imboscata della furba Lucia Annunziata che lo mette (a sorpresa) in collegamento in diretta con Salvini, chiedendo una disponibilità ad un confronto TV.

Si potrebbero ipotizzare tante cose. Per esempio che, dato che non aveva il copione scritto, non sapeva che dire. Oppure che i M5S non si sentono abbastanza sicuri per sostenere un confronto con chicchessia. Cioè… Salvini. Non stiamo parlando di Obama, Putin o qualsivoglia soggetto di una certa caratura politica internazionale.

Preferisco però lasciare la parola alla registrazione. A voi farvi un’idea dell’accaduto. Certamente ci ha fatto una figura migliore Salvini, che si dice sicuro delle sue idee. Beato lui… visto il suo programma io non lo sarei così tanto…

http://video.corriere.it/video-embed/92e2e7a4-e340-11e7-b314-d3981516e8be?playerType=embed

Referendum del 4 Dicembre: più che una paura, una triste certezza

Tralasciamo per un attimo i sondaggi sul “sì” o sul “no” alla riforma costituzionale ma guardiamo un paio di aspetti inquietanti che emergono da un sondaggio commissionato da Il Sole 24 Ore.

Quello che emerge sono due cose:

  1. i singoli elementi della riforma costituzionale sono visti positivamente
  2. molti (la maggioranza?) dichiarano che non voteranno sulla riforma ma sul governo Renzi

Ecco. Come più volte detto, io voterò SI’ e non avrei problemi ad accettare la vittoria del NO se fosse relativa al quesito referendario. Qui per motivi personali si rischia di buttar via l’opportunità di fare una buona riforma. Non ottima ma neppure lo schifo che qualcuno dipinge.

Sorgente: Il paradosso del referendum: italiani approvano i contenuti ma respingono la riforma – Sonda Italia sondaggi elettorali

Il sogno di ogni partito (populista)

In Italia (ma credo non solo qui) un partito che punti sul populismo ha un potenziale bacino di voti sicuramente in doppia cifra percentuale. Ne ho la conferma ogni giorno su internet. Un esempio emblematico di lettore supino e scollegato lo trovate nella foto che riporto. Ormai non si riconosce neppure più la satira (è ben evidente il fatto che si tratti di un articolo de Il Lercio), basta lanciare un titolo che ce l’abbia con qualcuno che è riconosciuto come il nemico (sia l’europa, i politici o gli immigrati) e subito tutti dietro come pecoroni. Tristezza.

11695974_10205816109655331_6298872908393736103_n

La valenza populista del caps lock

Lo ammetto, questa idea non è mia ma è di una conoscenza trasversale su Facebook (Roberta Penny Albano, che ci tiene a essere espressamente citata). Però è interessante e vale la pena approfondirla.

Di base ho sempre pensato, o meglio ho sempre saputo, che l’uso del Caps Look (per chi non fosse avvezzo: le maiuscole fisse) per scrivere in internet o comunque su mezzi telematici fosse un segno di maleducazione. Così infatti insegna la netiquette, che dice che l’uso della maiuscola equivalga al gridare. Oggi mi facevano giustamente notare che in un ambiente sempre più populista e in cui il dibattito è ridotto ad una gara a chi grida più forte, sempre più spesso il caps look è la prassi.

Anche qui si dimostra la poca educazione italica e la necessità di abbassare i toni.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: