Archivi Blog

Lo sgusciante Di Maio

Dopo aver annullato un confronto con Renzi, dichiarando che il Pd non era più una avversario credibile, ora il prode Di Maio rifugge da un tentativo d’imboscata della furba Lucia Annunziata che lo mette (a sorpresa) in collegamento in diretta con Salvini, chiedendo una disponibilità ad un confronto TV.

Si potrebbero ipotizzare tante cose. Per esempio che, dato che non aveva il copione scritto, non sapeva che dire. Oppure che i M5S non si sentono abbastanza sicuri per sostenere un confronto con chicchessia. Cioè… Salvini. Non stiamo parlando di Obama, Putin o qualsivoglia soggetto di una certa caratura politica internazionale.

Preferisco però lasciare la parola alla registrazione. A voi farvi un’idea dell’accaduto. Certamente ci ha fatto una figura migliore Salvini, che si dice sicuro delle sue idee. Beato lui… visto il suo programma io non lo sarei così tanto…

http://video.corriere.it/video-embed/92e2e7a4-e340-11e7-b314-d3981516e8be?playerType=embed

Referendum del 4 Dicembre: più che una paura, una triste certezza

Tralasciamo per un attimo i sondaggi sul “sì” o sul “no” alla riforma costituzionale ma guardiamo un paio di aspetti inquietanti che emergono da un sondaggio commissionato da Il Sole 24 Ore.

Quello che emerge sono due cose:

  1. i singoli elementi della riforma costituzionale sono visti positivamente
  2. molti (la maggioranza?) dichiarano che non voteranno sulla riforma ma sul governo Renzi

Ecco. Come più volte detto, io voterò SI’ e non avrei problemi ad accettare la vittoria del NO se fosse relativa al quesito referendario. Qui per motivi personali si rischia di buttar via l’opportunità di fare una buona riforma. Non ottima ma neppure lo schifo che qualcuno dipinge.

Sorgente: Il paradosso del referendum: italiani approvano i contenuti ma respingono la riforma – Sonda Italia sondaggi elettorali

Io non capisco

Ci sono tante cose che non capisco. Di recente però mi soffermo spesso a pensare che non mi capacito di quanto astio ci sia verso Renzi. Ok gli avversari politici. Ok la fronda interna del Pd, che geneticamente è un organismo affetto da Lupus (che conosco solo per sentito dire dal Dr House) e che quindi quando è al potere tende ad autodistruggersi. Però leggere di un Crozza che dice che Renzi lo spinge a dare dell’onestà a Berlusconi, mi pare decisamente sopra le righe. È soprattutto l’addio del popolino che non capisco. Diciamo che di cappellate ne ha fatte anche lui parecchie, non ultima l’uscita sul Ponte sullo Stretto (bara politica per antonomasia), però veramente mi sembra tutto un tantino sproporzionato rispetto a quanto si è visto in questo periodo. 

In vista del 4 dicembre (dove io voterò sì)

Visto che iniziano ad impazzare i post di ogni tipo sul prossimo referendum costituzionale, entro (ed esco subito) in argomento. 

Il mio appello è uno solo: informatevi e votate sulla legge. 

Detto questo, vi giro uno dei vademecum migliori che ho trovato in giro.

Sorgente: Tutto quello che devi sapere sul referendum costituzionale – Wired

Una buona notizia per il “dopo Expo”

Cerchiamo di vedere il bicchiere non tanto mezzo pieno o mezzo vuoto ma almeno non vuoto. In quest’ottica è da salutare con ottimismo l’accordo per l’apertura di un centro di ricerca da parte di Ibm nell’area di Expo. Un passo in avanti nell’ottica di quel polo della ricerca avanzata che ormai è il progetto ufficiale per quell’area.

Sorgente: Renzi, accordo 150 mln dlr con Ibm per centro a Expo – Tlc – ANSA.it

Renzi ha ragione

Ue: Renzi, se è solo spread non ha futuro

Che piaccia o no Renzi su alcune cose ha oggettivamente ragione. Qualcuno potrà obiettare che anche un orologio rotto segna l’ora esatta almeno due volte al giorno. Ok, non mi interessa addentrarmi in questa diatriba. Quello su cui secondo me ha ragione è che in Italia ci sono troppi professionisti del disfattismo. Ieri stavo leggendo un gruppo di Facebook dedicato al mio paese, Pero. Noi siamo praticamente attaccati all’inceneritore Amsa di Figino. Fino a che non mi dimostreranno il contrario, secondo me uno più moderni e sicuri. Su questo gruppo uno pubblicava una foto di una fumata bianca, lamentandosi della qualità dell’aria. Quando qualcuno (per fortuna c’è chi mi ha anticipato…) gli ha fatto notare che si trattava solo di vapore acqueo, questo ha replicato “allora fattelo tu un aerosol 24 ore al giorno e vediamo quanto ti fa bene”. Insomma, tutto è uno schifo, tutto va male, tutto dovrebbe essere a carico di altri e mai a carico proprio.

In Italia ci sono molte cose da sistemare ma se noi per primi non ci affossassimo a colpi di martellate sui coglioni (scusate il francesismo) magari qualche passo avanti in più lo si farebbe.

Il potere logora chi ce l’ha?

Oppure noi italiani non siamo mai contenti di chi ci governa? Oddio, vista la nostra storia ne avremo ben donde, però qui vorrei soffermarmi sul caso Renzi, senza entrare nel commento politico ma guardando solo sul fenomeno di costume. Da sindaco di Firenze era il nuovo che avanzava, il nostro Obama. Poi, anche prima che diventasse premier, le cose sono cominciate a cambiare, probabilmente sulla spinta di certe strumentalizzazioni per questioni interne al PD. Il primo sintomo è stato il cambio di tipologia di foto. Prima appariva sempre giovane ed energetico, poi si è passati quasi solo a foto in cui si rimarcava la sua somiglianza con Mr Bean. Poi, lo so, tra uscite infelici e risultati che tardavano a venire, il malcontento è salito. Oggi mi sono imbattuto nell’ultimo stadio: barzellette che giravano su Berlusconi in cui semplicemente il nome veniva cambiato per inserire Renzi. Dai, anche noi italiani però ci mettiamo del nostro… 

  
 

Non sono gli 80 euro

Il PD ha quasi doppiato il M5S. Ora la prima reazione sarà quella di gridare al popolo beota che si è fatto comprare con pochi spicci. Ci sta, è una tattica in linea con la campagna elettorale seguita. Spero solo che non sia anche il reale sentimento del partito, perché sarebbe una miope reazione. Non sono i militanti che riempiono le piazze ad aver lasciato il movimento o comunque a non avergli consentito il balzo ulteriore. Chi ha lasciato Grillo, per il PD o per non votare, è tutto quell’elettorato moderato che alle politiche, nel silenzio della cabina, aveva scelto di provare a cambiare subito qualcosa. Il rifiuto del M5S al dialogo con le altre forze politiche e alla possibilità di assumere impegni di maggioranza o comunque di sostegno al governo, gli ha fatto perdere quell’elettorato 30 giorni dopo le politiche, ben prima degli 80 euro. I (troppo pochi) votanti di queste europee hanno scelto l’unica reale possibilità di governo, anche solo perché di alternative non ce n’erano, come se fossero elezioni politiche e non europee.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: