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Cosa mi resta di questo Eurovision Song Contest?

Si è chiuso il primo Eurovision Song Contest post Covid e post Ja Ja ding dong (se non sapete che sia, vergogna).

Cosa mi resta di questa edizione? Bhè sicuramente il tifo. In parte per gli italici Maneskin ma soprattutto per l’islandese Dadi Freyr, che seguo da tempo. Oltre a questo, musicalmente cosa mi è rimasto? Poco.

Però stamattina mi sono svegliato con questa canzone in testa e non mi esce. Da subito mi è piaciuta molto però non pensavo mi restasse così. In effetti è molto in linea con altre canzoni per le quali, nel tempo, mi sono fissato.

Buon ascolto.

…e anche stavolta vi ho imparato di musica :-)

Vabbè dai ragazzi, salite tutti sul carro del vincitore! Forza, c’è posto! Da ieri sera, dopo la (non) esibizione all’Eurovision Song Contest, si moltiplicano in giro i fans di Dadi Freyr.

Peccato che non sappiate che, per quanto carina, la canzone di quest’anno, non merita di allacciare le scarpe a quella che avrebbe dovuto partecipare lo scorso anno: Think about things. Già il video ufficiale è fantastico ma lo sono anche quelli all’esibizione del Sanremo islandese o quello fatto con i contributi dei fans. Vi lascio con quest’ultimo video e con un breve documentario su Dadi Freyr

La canzone che doveva vincere l’oscar

Ok, tutti a tifare la Pausini. Va bene. Però per me la canzone che doveva vincere era Husavik dal film (Netflix… e già qui si capisce perchè non l’hanno fatto vincere… concedetemi questa deriva mini complottista) Eurovision Song Contest.

Vi lascio prima il video della performance della notte degli oscar (dal porto di Husavik) e poi quella dal film.

L’URSS esiste ancora

Sabato sera avevamo beatamente deciso di non uscire. Sì, perchè se esco tanto in settimana non sono uno di quelli che ha l’assillo del “sabato sera devo fare qualcosa”. Alché, non avendo grandi alternative, mi sono messo a guardare l’Eurovision Song Contest, chattando con altri amici che lo seguivano. Tralascerai un po’ lo spettacolo e sul piazzamento italiano per fare una riflessione su cosa ci dice il risultato russo. Non so se avete presente il sistema di votazioni: ogni paese assegna i suoi voti ai partecipanti, escluso ovviamente se stesso. Questo fa sì che, casualmente, la Serbia di il massimo dei punti al Montenegro e viceversa. Quest’anno però ha vinto la Russia ed è palese di come l’apertura a est dell’Eurovisione dia al blocco ex sovietico un grande vantaggio. Magari non vincerà sempre la Russia ma votandosi tra di loro le repubbliche ex sovietiche potrebbero vincere sempre. L’unione sovietica forse non esisterà più sulle cartine ma economicamente e politicamente è ancora un blocco ben unito.

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