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90° minuto

Per un mix di eventi (Cremonese tornata in B e nessun accesso a Sky) ieri sera mi sono trovato a cercare di vedere i gol sulla Rai. Scanalando ho trovato 90° Minuto. Trasmissione storica della televisione italiana. Sinceramente non mi ero mai posto il problema se questo programma esistesse ancora o meno. Vederlo mi ha messo una profonda tristezza. Il linguaggio visivo è rimasto quello degli anni ’80. Fredda cronaca delle azioni salienti. Stacco tra il primo secondo tempo SEMPRE con una frase tipo “con il montaggio di Mario Rossi, passiamo alla ripresa”, commento finale in studio con il telecronista che alle spalle ha i monitor della regia locale o della regia mobile. Le costanti scoppole prese da Sky (ma anche da Mediaset), non tanto a livello di soldi per i diritti ma proprio sul modo di fare televisione, non hanno insegnato nulla.

Ode al piccolo (piccolissimo) schermo 

Per anni ho irriso chi si guardava film e serie TV sul portatile o su computer di casa. Ovvio, chi lo faceva per scelta e non perché non possedesse una televisione. Con l’avvento di Netflix e con il mio passaggio ad un iPad Retina, ho parzialmente cambiato la mia opinione. Normalmente prediligo sempre la mia TV della sala. Grande, ben definita e connessa a internet. Però devo ammettere che ho anche riscoperto il piacere di portarmi l’iPad a letto e guardarmi qualcosa, magari anche addormentandomi. Sempre meglio che addormentarsi sul divano e risvegliarsi alle 2 col torcicollo…

Presto non ce ne ricorderemo più

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L’altro giorno mi sono trovato a riflettere sul fatto che immagini come quella qui sopra sono ormai pezzi archeologici. Se non avete neppure capito di che si tratti, è presto detto: la classica schermata di disturbi sulla vecchia televisione analogica. Nell’era del digitale, o c’è segnale o non c’è. O si vede benissimo o c’è una schermata nera (o blu). Addio segnali distorti, addio immagini di pessima qualità. Io mi ricordo addirittura quando i computer si collegavano alla tv col cavo dell’antenna; fù un vero sollievo quando si passò all’avveneristica presa scart! Così ieri sera mi sono ritrovato a fissare un schermo sfarfagliante. Con un po’ di nostalgia.

Controprogrammazione

Ieri in tv era serata di Champions League. Non so quale canale in chiaro ha messo in programmazione Dirty Dancing. Senza neppure aspettare i dati dell’Auditel, a giudicare dagli status di Facebook, posso dire che abbia fatto il 95% di share fra le donne tra i 25 e i 45 anni. Tutte quelle che almeno una volta si sarebbero volute sentire Baby.

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