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Salviamo Marco Masini

Ormai ti distrai un attimo ed è già Natale. Giusto il tempo di digerire e sarà ora del veglione di Capodanno. Se, come me, vi è capitato di fare feste in casa e non nei locali, in genere, per il conto alla rovescia della mezzanotte, si finisce per accendere la tv.

Una cosa più classica della programmazione di “Una poltrona per due” è che venga invitato in uno di questi programmi  Marco Masini per cantare la sua Vaffanculo (sempre sulla Rai).

Canzone che ha un suo perchè e un suo significato ma che, sull’altare del nazionalpopolare, viene immolata e travisata come un inno al “lasciamoci alle spalle l’anno passato”.

Spesso si vede il suo fastidio per la cosa ma, si sà, la comparsata in Tv fa sempre bene al conto in banca. Lo capisco. Però salviamolo. Almeno fategli cantare ANCHE altro.

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90° minuto

Per un mix di eventi (Cremonese tornata in B e nessun accesso a Sky) ieri sera mi sono trovato a cercare di vedere i gol sulla Rai. Scanalando ho trovato 90° Minuto. Trasmissione storica della televisione italiana. Sinceramente non mi ero mai posto il problema se questo programma esistesse ancora o meno. Vederlo mi ha messo una profonda tristezza. Il linguaggio visivo è rimasto quello degli anni ’80. Fredda cronaca delle azioni salienti. Stacco tra il primo secondo tempo SEMPRE con una frase tipo “con il montaggio di Mario Rossi, passiamo alla ripresa”, commento finale in studio con il telecronista che alle spalle ha i monitor della regia locale o della regia mobile. Le costanti scoppole prese da Sky (ma anche da Mediaset), non tanto a livello di soldi per i diritti ma proprio sul modo di fare televisione, non hanno insegnato nulla.

Numerare le serie TV 

Notavo che una particolarità tutta italiana è quella di numerare, già dal titolo, le serie TV. È una particolarità soprattutto delle fiction Rai. Per esempio in questo periodo c’è molta pubblicità per Braccialetti Rossi 3 ma potrei anche fare tantissimi altri eventi, non ultimo “Gli occhi del cuore 2” (o magari anche tre). All’estero, o sulle serie straniere, questo non si usa. Come la vedreste la pubblicità di CSI Las Vegas 18 o Lost 5?

 

Italy in a day

Ieri sera ero all’Apollo di Milano per vedere l’unica giornata cinematografica di Italy in a day, docufilm per la regia di Gabriele Salvatores. Si tratta della versione italiana di una produzione di Ridley Scott. In pratica è stato chiesto a chiunque di mandare i propri filmati girato in un particolare giorno.
Il tutto è stato montato per raccontare una giornata degli italiani. Il risultato è decisamente bello, proprio cinematograficamente parlando. Nei contenuti poi è toccante. Salvatores ha affiancato con sapienza momento leggeri ad altri toccanti, riuscendo a non risultare quasi mai pesante. Come dicevo, sabato sera dovrebbe essere su Rai 3. Ve lo consiglio anche se in tv la resa non sarà la stessa del grande schermo, per una questione più di coinvolgimento che tecnica.

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La diretta radiofonica

Chi di voi ascolta ancora “tutto il calcio minuto per minuto”? Credo davvero in pochi, a meno che non vi troviate a viaggiare in auto la domenica pomeriggio. Anche lì, con le big che giocano in anticipo e posticipo e la serie B il sabato, la domenica al pomeriggio i match restano pochi. Radiorai allora corre ai ripari, per rimpinguare il palinsesto. Capita quindi che un match di LegaPro (sì, la serie C è sparita come la Coppa Campioni per venire incontro alle leggi del marketing) si trova a posticipare un match per motivi radiofonici. Capiterà domani con il derby di seconda fascia della mia squadra del cuore, la Cremonese. Inciso, non me ne vogliano quelli del Pergocrema ma quello che andrà in scena domenica è un derby solo per demerito nostro, che ormai da anni siamo relegati nel purgatorio della C1… Ops Lega Pro prima divisione. Il vero derby è quello del Po ed è già stato vinto in casa altrui. Comunque, vista la posizione in classifica delle due squadre, è un big match e quindi Radiorai ha richiesto di posticipare l’inizio, previsto alla 14,30, per uniformarlo alle altre radiocronache. A me va bene visto che per una cervellotica norma della Lega Pro la radio locale che normalmente trasmette la partita, non puo’ farne lo streaming audio via internet.

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