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Salviamo Marco Masini

Ormai ti distrai un attimo ed è già Natale. Giusto il tempo di digerire e sarà ora del veglione di Capodanno. Se, come me, vi è capitato di fare feste in casa e non nei locali, in genere, per il conto alla rovescia della mezzanotte, si finisce per accendere la tv.

Una cosa più classica della programmazione di “Una poltrona per due” è che venga invitato in uno di questi programmi  Marco Masini per cantare la sua Vaffanculo (sempre sulla Rai).

Canzone che ha un suo perchè e un suo significato ma che, sull’altare del nazionalpopolare, viene immolata e travisata come un inno al “lasciamoci alle spalle l’anno passato”.

Spesso si vede il suo fastidio per la cosa ma, si sà, la comparsata in Tv fa sempre bene al conto in banca. Lo capisco. Però salviamolo. Almeno fategli cantare ANCHE altro.

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Il nazionalpopolare è nazionalprovinciale

L’altra sera guardavo X-Factor, quanto di più nazionalpopolare ci sia sul pacchetto satellitare. Prima di ogni canzone c’è una breve clip con il concorrente. Michele è un ragazzo della squadra under 25 uomini a cui il suo giudice, Morgan, per questa puntata aveva assegnato il tema de “il tempo delle mele”. Michele, ragazzo peraltro molto intelligente, che ispira simpatia e ormai mio favorito a mani basse per la finale, spiegava quindi che questa canzone lo riportava alle botte sul muso sentimentali prese nel corso della propria adolescenza. Peccato che il ragazzo si sia dovuto imbarcare in un ginepraio lessicale per utilizzare solo termini di genere neutro. Il motivo è chiaramente uno solo: non (potere?) palesare la sua omosessualità. Se usi il termine “persona” quando “ragazzo” o “ragazza” sarebbero più naturali, il motivo può essere solo quello. Siamo ancora così provinciali? Eppure SKY ha dimostrato di poter trattare, in altri contesti, temi ben più scabrosi. Però nel “nuovo Sanremo”… E non diamo sempre la colpa al cattolicesimo, perché Niki Vendola ha sempre detto di aver trovato più difficoltà a confidare le proprie inclinazioni sessuali ai dirigenti di partito (e non faceva certo parte del msi) più che al proprio parroco. Trovo triste che proprio la società italiana sia ancora così arretrata. Che non vuol dire rovesciare la situazione tra la regola, intesa come comportamento più diffuso, e l’eccezione, ma dare a tutti la possibilità sia di esprimersi. Sia questa espressione il poter dire tranquillamente che si è gay, sia il poter dire che l’omosessualità non è accettabile per il proprio stile di vita. Non fatemi citare ancora voltaire. Sostenitori e detrattori, nel reciproco rispetto, meritano gli stessi diritti. Così come una persona dovrebbe sempre essere libero di esprimere quello che è.

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