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Moda, Anni 80 e… film porno

Spesso sulle nostre bacheche di Facebook vediamo apparire le peggiori cavolate. Facendo una certa selezione degli amici, si riescono ad evitare fake news, “buongiornissimo” e altre cose del genere. Però, diciamolo, il livello non è quasi mai eccelso. Poi arriva una mattina e ti trovi il link ad una chicca del genere:

LA MODA ALLUCINANTE DEI FILM PORNO ANNI 80

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Io, Sgarbi e il marsupio

Sgarbi è un personaggio scomodo. Ai più sta antipatico. Personalmente credo che, se si capisce il suo linguaggio comunicativo, sia spesso condivisibile nei contenuti. Ora si lancia contro i marsupi maschili e non posso che essere d’accordo. Sono inguardabili quasi come le ballerine da donna. Con buona pace di Jared Leto.

Sorgente: Vittorio Sgarbi sul marsupio: «Oltraggio al decoro urbano». Ma piace agli uomini – Corriere.it

È primavera, svegliatevi ballerine 

No c****, no. Sono bastati un paio di giorni di sole e il fatto che il calendario reciti che è iniziata la primavera, perché per strada riappaiano le odiate calzature femminile. Neppure quest’anno ce ne libereremo. Così come voi non vi liberate da questo post annuale 🙂

  

Jared Leto e il lato giusto del mercato

Due massime a cui sono affezionato e che riflettono in fondo lo stesso concetto sono “ogni tattica è giusta e ogni tattica è sbagliata” e “l’importante è essere dal lato giusto del mercato. In estrema sintesi vogliono dire che ci sono cose che se faccio io (o qualche altro umile mortale) fanno pena, se le fa qualcuno che intriga (in senso assoluto o relativo) diventano una cosa figa o trendy. Salendo a un livello culturale maggiore, non è molto diverso da Merda D’Artista di Piero Manzoni. Tutta questa pomposa introduzione solo per dire che Jared Leto, da non confondere con J. Leno o J.J. Lehto, ha lanciato una sua linea di marsupi. Sì, il marsupio. L’oggetto che ha sostituito il borsello anni 70 sulla vetta della classifica degli accessori da uomo più da sfigati. Però se è il marsupio di Jared Leto…

Sorgente: Jared Leto e il lato sexy del marsupio – Look da Vip

Pubblicitari che hanno la mia simpatia

  Da qualche tempo, ogni volta che scendo in metropolitana a Cadorna, mi imbatto in questa pubblicità. A parte il gran bel paio di gambe, mi piace molto il messaggio che lancia. Potremmo riassumerlo con un esplicito “lascia stare quelle c***o di ballerine e metti delle scarpe serie”. Spesso quando contesto le ballerine le donne mi dicono “eh mettili tu i tacchi”. Il mondo (don troppo variegato” delle scarpe femminili non è fatto solo della scelta binaria ballerine/taccoalmeno12. C’è tutto un mondo di mezzo. Usatelo.

Una scelta di campo

Ecco, questo non è certo un tipo di completo che potrei anche solo prendere in considerazione...

Ecco, questo non è certo un tipo di completo che potrei anche solo prendere in considerazione…

Proseguiamo sul filone del (anti)fashion blogger e proseguiamo il discorso (qui iniziato) sugli abiti da lavoro da colletto bianco. Se il completo debba essere a due o tre bottoni (si è già detto) lo decidono gli altri, non noi. Per esempio ora si trovano solo a due. Se poi siete noiosi come me e prendete solo completi tinta unita, l’altra scelta binaria è: grigio o blu? Ci ho provato a passare dall’altro lato della forza ma non ci riesco: io sono tipo da vestito grigio. Quelli blu proprio non fanno per me. Emozionante vero? Tra l’altro inizio a pensare sia una questione con una componente geografica: a Milano va molto più il grigio, se si va a Torino o Roma l’impressione è che sia decisamente più blu. Ancora più emozionante vero?

Corte certezze

Vorrei tranquillizzare i miei lettori e in particolare un’assidua lettrice e amica su FB: anche negli Stati Uniti se non vai in giro in shorts non sei nessuna. Il mondo è sempre più un posto migliore. PS come si vede dalla foto, anche gli uomini vanno in giro in pantaloncini ma lo spettacolo non mi riguarda. 

 

Il segreto milanese di Victoria

Da qualche settimana, atteso come l’avvento del Messia, ha aperto il primo negozio milanese di Victoria’s Secret. Dopo aver visto delle foto della ressa all’inaugurazione, ci sono passato davanti l’altro giorno. A quanto pare ormai è il sogno, neppure tanto proibito, delle adolescenti che vogliono sentirsi un po’ suine. Niente di male (anzi) però, nonostante apprezzi alcuni capi, devo dire che anche in questo campo la classe italiana (o anche europea) per la moda è superiore. Però resta il fenomeno di costume e quell’alea di “trasgressione a portata di mano” che questo brand trasmette. Chi sono io per contestarlo? Anzi… 

 

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