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Radek Štěpánek: il trivella de noantri

Nella mia recente trasferta romana per gli Internazionali d’Italia di Tennis, mi è capitato di vedere dal vivo Radek Stepánek. È stato il culmine di una serie di coincidenze per le quali mi sono trovato a conoscere, e appassionarmi, alla sua storia. No, non parlo delle sue vittorie tennistiche, che pure ci sono state, ma delle sue conquiste amorose. Stepánek non è bello, diciamolo, però evidentemente piace molto. Soprattutto alle colleghe tenniste. Fascino? Doti nascoste? Chi lo sa, però di sicuro un esempio per noi “non proprio adoni”

Un vecchio articolo che riassumo quasi tutti i suoi flirt noti: LEGGI QUI

Sorgente: Radek Štěpánek – Wikipedia

Sport, soldi e sessismo

Ray Moore, direttore del torneo Atp di Indian Wells, magari sarà il peggior maschilista di questo mondo. Si è dovuto dimettere a causa di alcune sue dichiarazioni ritenute sessiste. Ha detto che le tenniste donne dovrebbero inginocchiarsi e ringraziare ogni giorno Federer e Nadal. Il senso è che grazie a loro l’attenzione (degli sponsor) sul tennis è molto aumentata e con questo i premi. Fenomeno che ha trascinato al rialzo anche quello del circuito femminile. Economicamente parlando un’affermazione sacrosanta. Non solo le donne ma anche qualsiasi tennista professionista fuori dai top 10 dovrebbe farlo. Serena Williams ha risposto piccata che non si inginocchia davanti a nessun uomo, secondo me sbagliando bersaglio. Il succo non è che Federer e Nadal (e ora Djokovic, Murray e Wavrinka) fanno molto più audience del circuito femminile. Inginocchiarsi forse no ma ringraziarli di sicuro. Tutti i politicamente corretti sono corsi a stracciarsi le vesti e indignarsi. Solo Djokovic ha avuto l’ardire di dire che secondo lui i premi tra circuito maschile e femminile dovrebbero essere maggiormente differenziati. 

Un’altra occasione in cui il politicamente corretto ha impedito una seria discussione.

Sorgente: Tennis: il patron di Indian Wells si dimette dopo le frasi sessiste – Repubblica.it

Provaci ancora, Cecchinato

Marco Cecchinato è un giovane tennista italiano, classe 1992. Nel non sempre florido panorama del tennis italiano, mi piace sempre seguire i giovani. Anche se per motivi non sempre chiari, i nostri tennisti maturano più tardi rispetto agli stranieri. Cecchinato nel 2015 ha avuto un’ottima stagione sui challenger e si è affacciato sul circuito maggiore, dove vuole consolidarsi quest’anno. Però ha un piccolo problema: non ha ancora vinto un match in un Tabellone principale. Magari vince le qualificazioni ma poi al primo turno… Niente. Magari anche andando avanti e facendosi recuperare sul più bello. Ormai ogni settimana lo seguo con simpatia e curiosità. Per ora il suo record parla di zero vinte e dieci perse. Forza! Provaci ancora Marco!

 Sorgente: Marco Cecchinato | Bio | ATP World Tour | Tennis

Figa, Bruguera no…

  Ieri sono stato a Modena per la finale della tappa italiana dell’Atp Champions Tour, il circuito delle vecchie glorie. Dico subito che è stato uno spettacolo davvero divertente, con due match molto di diversi tra loro. La finale 3/4 posto era tra Leconte, che ha intrattenuto il pubblico non solo coi suoi colpi ma anche facendo parecchio il buffone, e Wilander. Questa è stata l’esibizione più giocosa, in cui si sono alternati colpi di grande tocco e simpatici siparietti. La finale invece vedeva di fronte McEnroe e Bruguera. Partendo da casa pensavo che il quarto fosse Noah, ma ho scoperto che si è infortunato in settimana ed è stai rimpiazzato all’ultimo dallo spagnolo, non certo il più spettacolare tennista che ricordi. La classe non è acqua e lo statunitense, più vecchio di quasi vent’anni, ha vinto in due set, al termine di una partita vera in cui si sono visti davvero dei bei colpi. Se rifanno la manifestazione l’anno prossimo sicuramente ci torno. Insomma: ho visto cantare Paul McCartney, ho visto giocare Gretkzy, ora posso dire di aver visto giocare anche McEnroe

I Mille campanili del Tennis Italiano

  In questi mesi mi sono rimesso a seguire un po’ il tennis, soprattutto quello tricolore. Sperando sempre che esca qualche giovane di classe, mi sono messo a seguire un giovane di cui lessi bene: Cecchinato. Ogni giorno quindi Google mi manda le news che lo riguardano. Gioca spesso i challenger, che sono i tornei più bassi del circuito professionistico, appena prima di entrare nell’orbita dei tornei veri e propri Apt. Ho potuto così verificare una cosa: l’Italia ha un solo torneo del circuito maggiore (l’Atp 1000 di Roma) ma è il paese col maggior numero di challenger. Una volta come Atp c’erano anche Milano, Palermo e San Marino (vado a memoria). I motivi sono molteplici. Un challenger si organizza perché costa molto meno di un atp 250 (lo step successivo). Però io penso anche che se sponsor e circoli rinunciassero al proprio orticello per far convergere le risorse, forse avremmo quattro challenger in meno (per fare un numero a caso) è un atp (o wta) in più. 

 

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