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Doisneau…pescatore d’immagini???

“Doisneau, pescatore d’immagini” è il titolo di una mostra in corso a Lecco e dedicata al grande fotografo. Primo a dirlo: grande fotografo. Però il titolo “pescatore d’immagini” con a fianco Bacio all’hotel de Ville che è una foto COSTRUITA… no dai…

Poi oh, sarò io il solito polemico eh!

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Gregory Crewdson alla The Phographer Gallery

Uno dei miei appuntamenti fissi, quando vado a Londra, è una visita alla The Photographer Gallery. Questa volta c’era una mostra di tale Gregory Crewdson. Fotografo che, sinceramente, non conoscevo. Uno stile molto particolare. Immagini che ricordano più quadri di Hopper in chiave decadente che non vere e proprie foto. Bella. A me è piaciuta molto. Anche fra di noi, comunque, il commento non è stato unanime. In generale, Lo so è visto anche nel muro dei commenti, dove un ragazzo inglese ha lasciato un commento molto superficiale e un milanese imbruttito (giuro, non sono stato io) gli ha fatto notare la stupidità di quello che ha scritto. Inciso: dopo la mostra prendevamo una bibita in un caffè vicino. Un signore, che alla mostra notai perché sfoggiava una Leika, mi ha riconosciuto e detto che dietro l’angolo c’era un’altra galleria, purtroppo quel giorno chiusa, di fotografia. Molto gentile. 

Milano città d’acqua

  Settimana scorsa sono andato a vedere una mostra fotografica che vi avevo segnalato: Milano, città d’acqua. Sono esposte foto storiche del rapporto tra Milano e l’acqua. Non solo Navigli ma tutto il sistema idrico milanese neo secoli, una ricostruzione storica che passa anche attraverso le prime piscine pubbliche, il sistema fognario è quello idrico. Immagini molto belle di una Milano che ormai è letteralmente sepolta sotto la città. Tanto belle che mi sono anche comprato il catalogo. Per chi fosse interessato ecco il sito ufficiale

  

Giornata Marvel

Oggi volevo andare allo Star Wars Day. Arrivato all’altezza dell’arena, vista la coda, ho optato per altro. Siamo allora andato a Wow! Spazio Fumetto a vedere la mostra sugli Avengers. Ammetto la mia relativa ignoranza nel mondo Marvel ma, appunto per questo, mi è piaciuta. Molto classica e poco tecnologica come esposizione ma non per questo meno interessante. La giornata è proseguita poi col relativo film, che è stato esattamente come mi aspettavo. Quindi piacevolmente leggero. Posso anche dire che la mostra mi è servita ad apprezzarne di più alcuni passaggi che altrimenti non avrei colto. Entrambi, mostra e film, ve li consiglio.

Salgado a Milano

Scrivendo queste mie impressioni sulla mostra di Salgado ho paura quasi di essere accusato di blasfemia. Di sicuro non ho la cultura per poter sviscerare in modo approfondito il linguaggio di questo fotografo ma credo, come tutti, di aver diritto ad un’opinione. Giusta o sbagliata che sia. Lungo preambolo per dire che la mostra non mi ha convinto fino in fondo. Alcune immagini, diciamo la maggior parte (soprattutto i ritratti), sono bellissimi ma nel complesso sono uscito con una sensazione non troppo soddisfatta. I motivi sono principalmente due. Il primo è che non sono un grande amante del bianco e nero spinto (anche se due dei miei tre fotografi preferiti hanno fatto quasi solo bianco e nero). Se in alcuni contesti ha una resa eccezionale, anche in questa mostra, non credo che sia il linguaggio ideale per raccontare alcuni tipi di paesaggi. Il secondo è che alcune foto, nella primissima fase della mostra, destano più di un sospetto di un lavoro artistico di post produzione. Per il mio gusto la foto è cattura dell’attimo e quindi quando si perde questo realismo si ha qualcos’altro che per me si stacca dalla fotografia. Comunque ve la consiglio perché a dispetto di questi dubbi, è un’esposiIone molto interessante e che ai più è molto piaciuta.

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Merda d’artista

Un amico mi faceva notare come, in occasione della mostra a Palazzo Reale dedicata a Piero Manzoni, venga venduta una riproduzione in edizione limitata di “Merda d’artista” a 35 euro.
Sarò il solito ragiunat che non capisce niente di arte, soprattutto moderna, ma un’operazione del genere non è l’esatta antitesi del messaggio che l’artista voleva lanciare?

Anche lui faceva selfie!

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Basta col dire che da quando ci sono gli smartphone le foto classiche di vacanza sono quelle in cui uno si fotografa da solo foto, magari sdraiato, coi piedi in bella vista! Non è certo iniziata ora questa moda se anche Henri Cartier-Bresson si faceva scatti così 🙂

Cavolate a parte, ieri ho avuto la fortuna di poter andare al centre Pompidou a vedere la mostra su Henri Cartier-Bresson. Bella, molto ampia, molto ben studiata come percorso e suddivisione dei temi. Da sola valeva la pena di venire a Parigi. Inevitabile e doveroso il passaggio al Bookshop.

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Certo che guardare le sue foto e pensare che faceva tutto con una Leika, ti fa passare la voglia di comprare ottiche nuove: prima ne devo mangiare di polvere per saper usare almeno decentemente quelle che già ho!

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