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1 Ottobre 2018

Da oggi a Milano e in altri circa duecento comuni lombardi (tra i quali il mio), le auto diesel Euro 3 non posso circolare, nei giorni feriali, dalle 8.30 alle 18.30.

Questo vuol dire che il mio Pt deve restarsene chiuso in box. Cosa che peraltro fa quasi sempre in quelle fasce, però non poterlo usare (volendo) è una bella scocciatura e il segno che forse devo cambiarlo.

In effetti un erede lo avrei individuato, vediamo cosa succederà…

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Domenica si vota: il referendum Lombardo

Premessa: ormai tre mesi fa, così recita WordPress, iniziai a scrivere un post per spiegare il referendum per l’autonomia, promosso dalla regione Lombardia (che fa anche rima).

Ecco cosa iniziavo a buttare giù:

PADANIA LIBERA! Sbraitava il senatur diversi anni fa. Ora andremo a votare, il 22 ottobre, e la pubblicità istituzionale della regione Lombardia (con alla guida il leghista Maroni) parla di “Referendum per l’autonomia“.

Cerchiamo però, fin d’ora, di liberare il campo da un po’ di dubbi populistici che potrebbero sorgere.

Di che tipo di referendum si tratta?
E’ un referendum CONSULTIVO. Cioè “serve per far esprimere il parere delle popolazioni interessate” (fonte). Cosa vuol dire? Scordatevi la Brexit: il giorno dopo il referendum, anche se il 90% votasse e votasse compatto sì, non cambierebbe, nella pratica, nulla.

Cosa dice il testo?
Ritorniamo al sito della regione Lombardia e leggiamo:

“Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”

Come referendum, è anche scritto in modo abbastanza chiaro ma… andiamo a vedere cosa dice l’art.116 terzo comma della nostra bella costituzione che tutti amiamo alla follia, visto il risultato del precedente referendum:

“Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.”

Qui si inizia un po’ con la supercazzola legislativa, però non demordo e vado all’art.117 per vedere queste materie. Qui però mi perdo e alzo bandiera bianca.

Torniamo ad oggi e penso che sia chiara una cosa: questo referendum è fondamentalmente inutile e regala l’autonomia promessa, se non in maniera davvero risibile.

Io poi vi sottopongo uno spunto di riflessione: puo’, la bontà di una proposta, dipendere solo dal lato del tavolo da cui ci si siede? Fossi una regione con un saldo attivo dai ristorni, sicuramente non ci troveremmo a parlare di questo referendum.

Ecco perchè, se decidessi di votare, voterò NO.

Aggiungo poi che trovo questo referendum una mera mossa propagandistica e populista.

Girando in rete, in questi giorni, si vedono tante cose. Una di quelle più sensate la trovate nell’immagine che vi riporto qui sotto. Dovrebbe essere una lettera pubblicata su Il Corriere della Sera.

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In Lombardia gli under 14 viaggiano gratis

Tutto sanno che i bambini sotto una certa età non sono tenuti a pagare il biglietto sui mezzi pubblici. Non tutti sanno (io non lo sapevo) che esiste questa carta “io viaggio in famiglia” che consente di viaggiare gratis. È emessa dalla Regione Lombardia e fa sì che il titolare viaggi gratis fino ai 14 anni se accompagnato da uno degli 8 adulti (paganti regolarmente biglietto) preventivamente indicati. Questo vale non solo sui mezzi urbani ma anche su quelli interurbani e sui treni, purché gestiti da un ente pubblico.

Un’iniziativa molto interessante soprattutto per chi ha figli già grandicelli.

NB: attenzione sui treni, vale solo per le tratte lombarde di FS

Sorgente: Infrastrutture e Mobilità :: io viaggio in famiglia

Ultimo post pre elettorale

Ecco alcune considerazioni sparse prima del silenzio pre elettorale.

– lo so, sono incoerente, mi lamentavo giusto stamattina di chi parla sempre di elezioni
– Albertini mi era piaciuto come sindaco di Milano, lo voterò per la regione anche se non ha chance. In fondo si deve votare quello in cui si crede, non il minore dei mali.
– qualche giorno fa avevo una gran paura che risalisse il cav. Ora non più.
– ho quasi la certezza che il risultato sarà di ingovernabilità.
– spero che i grillini diano il benservito a Grillo

PING! (post sulla gnocca per fare audience)

Dove Ping non sta per il tempo di risposta di un server ma… PING! …YdR…lo spieghi lei! 🙂

Comunque la settimana del mio blog è stata, come numero di visite, scarsina e quindi dovevo ravvivarla con qualcosa che riscaldasse gli animi. Pesante attacco alla casta o gnocca in bella vista? I due argomenti nel recente passato italiano sono spesso andati di pari passo e quindi quale sito migliore del TgCom, che da sempre ci regala perle di grande giornalismo, per trovare qualcosa per l’occorrenza? Ecco quindi un servizio di pubblica utilità sull’assessore regionale Minetti e sul suo… PING!

PS L’articolo secondo classificato nelle mie scelte, sempre dal tg.com, si interrogava sull’argomento che sta agitando la mia estate metropolitana: gli shorts

Sei sempre più a Sud di qualcun altro (se non abiti in Islanda)

L’altra sera tornavo dall’ennesima trasferta in Canton Ticino e in auto ascoltavamo la radio1 svizzera (non ricordo il nome preciso, mi perdoneranno i ticinesi). C’era una trasmissione col microfono aperto al pubblico, a proposito della proposta provocazione di annettere la Lombardia alla Svizzera, come nuovo cantone. La cosa peraltro ha riscosso un discreto successo a livello di petizione online, che ha raccolto (nel momento in cui vi scrivo) circa 24.000 firme.

Ad intervenire sia italiani che svizzeri, dalle opinioni molto variegate. Si andava dal leghista duro, che vedeva la Svizzera come la terra promessa, alla napoletana che ormai si sentiva ticinese (di certo non nell’accento però) che diceva che purtroppo il canton Ticino ormai si era troppo italianizzato.

A moderare il tutto due conduttori ticinesi, che non mancavano di mollare frecciatine nei confronti degli italiani. Niente di palese, infatti il loro sarcasmo non era percepito da molti (soprattutto dal leghista duro che si è fatto bellamente prendere in giro), però è chiara l’opinione che loro hanno di noi. Non dimentichiamo infatti che in campagna elettorale un cavallo di battaglia è sempre la lotta ai frontalieri, portata avanti soprattutto dalla versione locale della lega.

Ricordiamocelo sempre, in fondo per noi loro saremo sempre terroni, che veniamo da Varese, Domodossola o Trapani.

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