Archivi Blog

Ma siamo davvero in Lockdown?

Saluti dalla zona rossa. Da stamane Milano e la Lombardia sono ufficialmente in lockdown. Rispetto a marzo, però, le attività produttive e gli uffici sono fondamentalmente aperte. Certo, si favorisce lo smart working e anche noi ci siamo adeguati, però in questo caso non chiuderemo completamente e cercheremo di lasciare sempre una sparuta presenza (in genere di soci…). La sensazione però è che rispetto a ieri, esclusi i negozi, non sia cambiato poi molto. Il traffico è calato ma non particolarmente, i mezzi pubblici girano, la gente per strada c’è.

Boh. Speriamo bene.

Il mio commento su questi dati COVID19

Non siete negazionisti: siete solo COGLIONI

Ciao

Forse ci meritiamo il coraggio istituzionale di un nuovo Lockdown

Leggevo QUESTO INTERESSANTE ARTICOLO sulla situazione italiana ed europea del Covid19.

Sinceramente, sono molto preoccupato. Per tanti motivi ma anche perchè vedo in giro una marea di persone che se ne fregano e che inveiscono, preventivamente, verso un ipotetico prossimo lockdown.

Invece credo veramente che ci meritiamo, per il nostro bene, un nuovo lockdwon, perchè pare che non c’è in giro abbastanza senso civico e intelligenza.

Inveite contro un presunto “regime”? Forse ve lo meritereste.

Peccato che questo coraggio, temo, non ci sarà. Almeno non fino al referendum e turno elettorale di settembre…

Pensavo di scrivere di più… e invece

Durante le settimane di forzata permanenza domestica, pensavo avrei scritto molto di più. O meglio, pensavo che sarei tornato a scrivere con assiduità sul blog. Invece è successo l’esatto contrario. Il motivo? La risposta che mi sono dato è che la latente (o esplicita) tensione di quei giorni mi togliesse la voglia di fare qualsiasi cosa che non fosse strettamente necessaria. Lo stress lavorativo (ho continuato a lavorare ma in situazione tutt’altro che ottimali) e la paura per me e per i miei cari, alla fine ha avuto la meglio. Anche se non ho mai voluto ammetterlo. Me ne sono accorto anche solo quando finalmente sono potuto tornare a lavorare in studio: mi sembrava di essere produttivo a casa e invece lo ero molto meno di quello che normalmente sono.

E ora? Mi piacerebbe rilanciare il mio blog ma non so quanto ho da dire e soprattutto sono veramente in riserva di energia. Speriamo arrivino presto le ferie.

Fuori dalla Lombardia è difficile capire

Alle 18 leggo sempre con attenzione i dati della Protezione Civile. Per esempio ieri: 1402 nuovi casi, di cui 1033 in Lombardia.

Capisco che il resto dell’Italia morda il freno e non capisca. Qui però è diverso. Lo dico pur essendo conscio (con i debiti scongiuri) di essere fortunato, pur nella condizione attuale. Ci sono zone della Lombardia messe peggio.

Io mi auguro che allentino la tensione in modo variabile, tenendo ancora a freno le nostre zone.

Cari i miei Expat: Dublino

Iniziano questa rubrica, di cui vi scrivevo ieri, con questo contributo da Dublino:

Dublino, Repubblica d’Irlanda: il lockdown arriva a metá marzo, 2 giorni prima di San Patrizio – a sottolineare la serietá della minaccia.  I servizi finanziari sono indispensabili, pare… divido quindi il Desk in due: 2 ragazzi lavoreranno da casa e 2 in ufficio. Set-up per il lavoro da remoto – comunque – per tutti noi 4, prudenzialmente…dovessero cambiare le cose.

Scelgo di lavorare dall’ufficio, c’è giá la moglie che sembra provata a lavorare dal salotto di casa dopo un paio di settimane. E poi tanto siamo in pochissimi,  la stragrande maggioranza dei colleghi lavorerá da remoto. Distanziamento in ufficio, building semi-vuoto, non un’anima viva negli ascensori alle 7 di mattina, all’ingresso, e nemmanco la sera – fra le 17 e le 18.  La cleaner é cinese …mhmmhm …who cares, it is what it is.

Sulla via per l’ufficio, una mattina si e una no, “saluto” cordialmente i Garda (la polizia locale): stazionano a centro strada col loro posto di blocco a controllare le auto. Breve check e…“Take care of yourself, keep safe”. Cortesia Irish.  

Google ghetto svuotato, impressive. Quasi scioccante. Quel quartiere brulicava di giovani provenenti da mezzo mondo e impiegati del settore IT. Ora li puoi contare al tuo passaggio.

Per strada pero’ la gente cerca qualche forma di prudente normalitá. Il lockdown non ha mai impedito di uscire a camminare entro 2 Km da casa, poi allentato a 5 Km. Volenterosi papá spingono passeggini fra una nuvola passeggera che scarica un po’ di pioggerellina e un raggio di sole primaverile (10-13 C). Mascherine in giro se ne vedono poche, non sono obbligatorie d’altronde. Qualcuna di piu’ nei supermercati dove tutti i giorni – dall’apertura fino alle 12:00 e a giorni alterni – hanno accesso solo la categoria piu’ vulnerabile (gli over-65) o i soldati di questa strana guerra o emergenza sanitaria che dir si voglia (i dipendenti degli ospedali). All’ingresso il gel è disponibile e – in alcuni casi – guanti monouso.

Unintended consequences di questa emergenza: un fornitore di alcuni ristoranti italiani che distribuisce frutta & verdura italiane ha aperto ora alle consegne a domicilio: EUREKA !  Qualitá della vita: +3.

Intanto le coppie passeggiano come non mai, joggers corrono o e ciclisti piu’ o meno improvvisati pedalano lungo strade semi-deserte. Nei parchi la gente legge un libro o porta il cane a passeggio. I vicini di casa si scambiano saluti, bevono un bicchiere e chiacchierano a distanza di sicurezza  quantificata in metri due.  Accettazione e disciplinata attenzione verso il prossimo, tentativi di stabilire una qualche goffa normalitá. Dublino ha registrato all’incirca il 70% dei contagiati del Paese. E sebbene in Irlanda il numero dei contagiati abbia superato quello dell’Italia, quando corretto per la popolazione, il numero di decessi pare essere la metá. Meno densitá abitativa e over-65 che rappresentano solo il 13% della popolazione (22% in Italia 19% in UE) ha probabilmente aiutato, non certo la Sanitá locale, per quanto aver evitato di concentrare pazienti negli ospedali ha sicuramente aiutato.

Isteria collettiva ? Nessuna. Rassegnata accettazione e un po’ di benevolente tolleranza da parte della polizia, sempre molto presente a sorvegliare. Benvenuti nel New Normal.

Cari i miei Expat

La nostra generazione, più di quella dei nostri genitori, ha visto un flusso migratorio verso l’estero. Ecco che quindi io mi trovo ad avere amici che si sono dispersi in giro per il mondo. Paradossalmente, ora li posso sentire vinci i allo stesso modo in cui sento gente la cui casa vedo dalla mia finestra. Però ogni paese sta vivendo questo periodo in un modo diverso. Ho quindi chiesto loro di raccontarmi, brevemente, come se la passano. Nei prossimi giorni, ci saranno quindi una serie di post “ospiti” sul mio blog.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: