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#SocialFace

A volte mi faccio veramente del male da solo. Potevo immaginarlo, potevo evitarlo. Invece no. Il tele masochismo che è in me ha avuto io sopravvento. 

Andiamo con ordine. Stavo cazzeggiando su MySky quando mi sono imbattuto in #socialface. Ecco. Un programma il cui titolo parte con un hashtag doveva farmi presagire una grande minchiata (un po’ come una canzone che ha un hashtag nel titolo, ma questa è un’altra storia), però mi ha incuriosito.

Apro la descrizione: otto webstar si sfidano su SkyUno. Mmm… No, non ci puo’ essere “lui”… Guardo il riassunto delle varie puntate e… Sì, lui c’è. Favij è arrivato anche su Sky.

Con la morte nel cuore ne scarico le prime due e parto con la visione. Come definirlo? YouTube che incontra Jackass. Questi… (Pausa nella scrittura: mi sforzo di trovare un termine che esprima il mio disprezzo per la qualità delle loro produzioni ma anche quel minimo di rispetto perchè comunque un certo sbattimento e impegno c’è lo mettono) soggetti vengono ripresi all’interno di una finta casa, dove fanno scommesse stupide e si sfidano ai videogiochi. Una roba di una noia e di una trasparenza di contenuti imbarazzante. 

Ho amici che mi hanno tolto il saluto perchè gli ho parlato di questa trasmissione e l’hanno quindi vista per curiosità. Temo che dopo questo post perderò anche qualche lettore.

#SocialFace: otto webstar si sfidano su SkyUno. 

Sorgente: #SocialFace | SkyUno | Favij, Greta Menchi, Simone Paciello | Anticipazioni

Scempi di Sky On Demand

Stasera mi sono lasciato sorprendere da una piacevole e leggera commedia su Sky. Di quelle che sono sempre state la mia passione tra gli anni 90 e 2000. Non che dopo non mi siano più piaciute, solo che non ne hanno più fatte molte che fossero meritevoli. Comunque una volta finita, mi vien voglia di passare a vedere se ne trovo un’altra su Sky on Demand. Apro la sezione cinema e trovo “Steve Jobs”. La descrizione parla di Boyle, Fassbender, anche della Winslet. Neanche una parola Lui, lo sceneggiatore, il mio mito: il grandissimo Aaron Sorkin. Mi arrabbio quasi un po’ e poi vedo che film hanno messo a fianco: Game Therapy. E NO CAZZO! Non puoi mettermi Favij a fianco di Sorkin CAZZO NON SO FA! 

Scusate ma quando mi girano i cinque minuti…

Cristiano chi?

Oggi passavo davanti alla Vodafone di piazza San Babila è noto una strana folla di ragazzine (ma non solo). Ho capito subito dovesse esserci l’incontro con qualcuno di pseudo famoso. Sono passato davanti con circospezione, sperando di non scoprire che si trattasse di uno YouTuber. Sarei riuscito a rimanere coerente con la mia nonviolenza se ci fosse stato Favij? 🙂

Per fortuna non era lui ma Cristiano Cosa di Amici. Ahhh Cristiano Cosa? Cristiano CHI!!! Mah…

Dacia Maraini, Favij e il parlar di videogiochi sulla stampa generalista

Vi giro un interessante articolo, un po’ diverso dal solito, su videogiochi e violenza. In particolare ci si interroga sull’interlocutore “professionale” scelto nella trasmissione, quel Favij di cui vi parlai già (in termini non troppo lusinghieri) in questo post.

Videogiochi violenti: a Uno Mattina ne parlano Dacia Maraini e FaviJ | Videogiochi.

Breve manuale del buon recensore

Fino a poco tempo fa ero un felice ignorante.
Fino a poco tempo fa avevo nel cassetto un ebook dal titolo (tanto brutto quanto provvisorio) “Breve manuale del buon recensore”. Doveva, nell’era di internet e dei blog, raccogliere qualche spunto che speravo interessante indirizzato a chi, in modo dilettantistico o affacciandosi alla professione, voleva recensire videogiochi.
Fino a poco tempo fa avevo sentito parlare delle problematiche che gli youtuber stavano creando alle testate più strutturate e tradizionali del settore, ma poco più.

Poi sono andato alla GamesWeek di quest’anno e ho iniziato a conoscere meglio la questione. Soprattutto ora so chi è un soggetto come Favij.

Il mio ebook, se non cestinato, è stato profondamente sepolto nel mio cassetto e da lì non uscirà più. Che senso ha parlare di come si dovrebbe approcciare correttamente e professionalmente l’analisi di un videogioco se non solo il pubblico ma anche le case produttrici ora ritengono dei ragazzetti che si riprendono semplicemente mentre giocano i sommi esperti del settore?

Sono contento di non essere più attivamente nel settore, perchè dev’essere frustrante per i diversi amici che ci lavorano ancora avere a che fare con certi soggetti.

Sono un dinosauro e me ne compiaccio. Si stava meglio quando si facevano le partite a calcetto nella redazione di via Edolo e si ricevevano dal Simon le sue direttive redazionali (che in realtà erano più lezioni di sintassi e grammatica) rispetto ad oggi.

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