Ancora Balotelli. I giornalisti sembrano non capire.

Evidentemente ai giornalisti italiani non torna conveniente capire. Questo articolo sottostante è pieno zeppo di riflessioni che dimostrano come il giornalista in questione non capisca molto di certe fenomenologie.
Si stupisce che gli ultras si sostengano a vicenda mentre invece secondo lui dovrebbe venire prima la maglia e poi tutto il resto. Ma si veda un pò il documentario "Nazirock" o si riveda la stragrande maggioranza dei tumulti degli ultimi anni. Sempre ultras contro polizia e non ultras contro ultras. Però tant’è, per giustificare che è razzismo ci sta anche quello. Tanto l’italiota medio legge e annuisce. Se all’ultras è "riconosciuto il diritto" all’insulto del giocatore, è illogioco tutelare una categoria particolare. L’articolo chiosa in crescendo, riportando che alla fine la curva doriana inneggia al presunto lavoro della madre di Balotelli. Dove sta il razzismo?
Mi rifaccio ancora all’hockey. La madre del portiere canadese Gravel o la moglie del prode Di Muzio perchè dovrebbero godere di trattamento peggiore di quella di Balotelli?
Non capisco. Onestamente non capisco perchè si voglia far passare per razzismo una cosa che, anche se a un occhio distratto lo può sembrare, in realtà non è. E’ solo la "solita" volgarità. A noi decidere se sopportarla o meno.

Corriere della Sera.it
MILANO — Ma allora non era solo un’impressione. Ma allora il freddo non era solo quello del clima che in tre ore ha spostato Milano dal Nord Africa alla Svezia. Mario Balotelli entra in campo per il riscaldamento e San Siro, in teoria il suo stadio, non gli riserva un applau­so particolare, non grida il suo nome, non fa nessuna differenza con gli altri 10 titolari al momento dell’annuncio Leggi ancora

Pubblicato il 24 aprile 2009, in Uncategorized con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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