Morire in guerra. Al tempo di Facebook

Ieri in Afganistan è morto un parà italiano. A lui e ai suoi cari va la nostra preghiera. Istantaneamente è partito lo sciacallaggio mediatico che purtroppo ora ha una nuova fonte: Facebook. Quindi ecco gli articoli che sezionano, esplorano, estrapolano dalla sua pagina tutto quello che può far "notizia". Dalle foto dei momenti di gioia, alle frasi buttate lì nei momenti di sconforto. Magari da far leggere solo agli amici e ora estrapolate e sbattute in prima pagina. Badate bene voi utenti di faccialibro, categoria della quale pure io faccio parte.

Seconda parte: dall’altra parte. Ancora più fastidioso il fiorire di "gruppi" in Facebook a sostegno o in commemorazione. Mah… Ormai succede per ogni evento di cronaca. Che tristezza.

Pubblicato il 15 luglio 2009 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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