C'era una volta il salmone

L’altra sera a cena ho aperto una busta di salmone. Era in offerta all’esselunga e comunque l’avevo scelta praticando il solito esercizio mentale, più per convinzione che per reale risparmio, della comparazione dei prezzo al chilo. Mangiavo quelle quattro fettine quattro e ricordavo quando il salmone era un lusso. Da piccolo era un nostro classico del capodanno. Prima di Natale c’era la febbrile attesa per vedere se il solito cliente ce lo avrebbe regalato. Uno. Intero. Non affettato. Eh sì perché poi parte del rito del salmone affumicato stava proprio nel suo taglio. Gli anni passano e ormai, anche se non è corretto catalogarlo tra i cibi di tutti i giorni, di sicuro ha perso molto della sua connotazione nobiliare. Un po’ mi mancano quei tempi. Per l’età che avevo, per il fascino che assumevano certe cose e… Perché ancora si aveva quel minimo di stima per i commercialisti che portava le aziende a fare il presente natalizio.

Pubblicato il 30 dicembre 2009, in Uncategorized con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. bel post…

    io sono ed ero peones, quindi il salmone negli anni 80 e primi 90 non l’ho mai mangiato… e non me l’hanno mai regalato 🙂

    ora che invece costa meno del prosciutto, essendone ghiotto (peones) lo compero tutto l’anno avido.

    YdR

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