Com'è stato il vostro weekend? -2-
I voli da e per Parigi di questo weekend sono stati per me momento di osservazione e riflessione sul mio modo di volare e quello degli altri. Innanzitutto ho individuato una categoria nata con l’avvento delle low cost: il freekend flyer, cioè il frequent flyer del weekend, categoria di cui quest’anno mi fregio di appartenere. Comunque ho meditato alcune regole d’oro con le quali riconosco coloro ai quali consento di fregiarsi del mio medesimo titolo: 1) non applaudirebbero dopo un atterraggio neppure se fossero appena scampati a un attentato di Al Quaeda 2) lasciano i gonzi accavallarsi nei posti davanti mentre puntano indisturbati la coda dell’aereo 3) hanno un bagaglio a mano entro i limiti delle regole e della decenza 4) evitano di formare la classica coda a palla durante il boarding 5) sono snob verso l’italiota volante.
Di quest’ultima categoria, che rappresenta la nemesi del freekend flyer, ho potuto ammirare nuove vette nell’attesa del boarding a Parigi: nonostante un’ora e quaranta di ritardo, una compagnia ha piantonato l’inizio della coda con valigie, dandosi il cambio per mangiare e andare in bagno. No comment.
Pubblicato il 14 luglio 2010, in Uncategorized con tag giorno marmotta. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

Abbiamo questo e (forse oltre al cognome) altro in comune….pero'!la cugggina
Pur quotando l'intero post, le contesto pero' la regola 2) solo nei casi in cui ci si rechi in UK (o qualsiasi altro posto non-schengen): essere davanti permette, all'arrivo, di arrivare per primi alla zona controllo passaporti, dove normalmente si perdono minuti preziosi (in coda dietro la famigliola con 4 bambini suddivisi su due passaporti, di cui uno indiano e l'altro inglese) che ti fanno saltare la navetta per la citta'….. Stessa cosa al rientro, soprattutto a Orio: ci mettono un solo poliziotto che normalmente si diverte a passare ai raggi x la carta d'identita'…..LRSM
Caro LRSM, prendo nota e ribatto :)Nella mia recente visita a Londra sono atterrato a Gatwick. In quello scalo, come in quasi tutti quelli utilizzati dalle low cost (e qui subito rilevo un'eccezione: il Charles de Gaulle), non ci sono i serpentoni che risucchiano i passeggeri ma le scalette davanti e dietro. Anche in questo caso la scelta posteriore si rivela vincente.Su Orio, come spesso su Malpensa, a vanificare ogni strategia ci si mette il pullmino, sul quale ci si aspetta tutti e allora scatta la fantozziana corsa verso il controllo documenti una volta arrivati allo scalo.