Il rito della valigia (per un tiratardi)

Prima di tutto, quando devo fare una valigia mi riduco sempre all’ultimo minuto. A volte con attenuanti generiche, altre meno. Poi esistono due tipi di bagaglio: quello fino a tre giorno e quello da una settimana a oltre.
Il primo è il classico trolley da weekend lungo, destinato a non essere imbarcato. Ormai lo faccio quasi ad occhi chiusi e solo la presenza o meno della reflex mi genera sempre dei dubbi. Per il resto gestisco anche le diversità climatiche senza grossi problemi volumetrici. Il bagaglio da una settimana a oltre, è destinato ad essere imbarcato ed è rappresentato dal mio canonico valigione rigido. Che la vacanza sia di una o tre settimane poco conta: oltre i 10 giorni scatta l’esigenza del bucato, anche minimo e quindi gli indumenti sono sempre gli stessi, in linea di massima. In genere poi la valigia parte con spazi da dedicare agli acquisti.
Cosa fare tra la settimana e i tre giorni? Il vero limbo del dubbio. Ad Amsterdam (4 giorni estivi) me la sono cavata col trolley da imbarco. Poi ci sono le fasi della preparazione: prima tiro fuori quello che mi pare giusto, poi scremo perché mi sembra troppo, infine ho dei ripensamenti last minute e ritorno quasi al punto di partenza. Tutto questo per dirvi che la mia valigia giace aperta e vuota sul pavimento del salotto. Però ne ho trovato le chiavi 🙂

Pubblicato il 29 settembre 2011 su best post, Giorno Marmotta. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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