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2006?
Che dire per finire il 2006? Avevo pensato a un post riassuntivo, una carrellata su questo anno. Però non avrebbe dato il giusto peso alle cose e alle persone.
Mi limiterò a essere grato per quanto di buono è successo in questo anno e per le persone che sono entrate a far parte della mia vita.
Per fortuna ho una pessima memoria e il peggio lo dimentico in fretta.
Un augurio a tutti di un sereno 2007
Cartier Bresson
Iera sera sono finalmente riuscito a vedere la mostra fotografica di Cartier Bresson. Molto bella. Toccante.
Io non sono un esperto ma secondo me le cose hanno valore per quanto riescono a stuzzicarci dentro e questa lo ha fatto. Nel suo piccolo. Ora devo decise se e quando andare alla mostra di Basquiat.
Serata poi finita, anche prima di quanto pensassi, con una buona birra in un bel pub che non conoscevo.
Per finire un bel pezzo musicale, che ascoltavo ieri tornando a casa, e che dedico alla banda delle Vodafone’s Girls con cui ho passato la serata
La casa della pizza
Poco fa suona il telefono di casa mia, io tranquillo, pensando che fossero i miei, rispondo come faccio ogni tanto: fingendo la segreteria telefonica de "La casa della Pizza". Mi viene particolarmente bene e dall’altra parte del ricevitore c’è il silenzio più fitto. Che non fossero i miei? A questo punto non posso fare un bip farlocco perchè farei una bieca figura… Decido quindi di mettere giù e se mai aspettare una nuova chiamata.
UPDATE: mentre scrivevo questo post mi ha telefonato mio padre sul cell…era lui prima ma l’ho fatto così bene che l’ho ingannato. A sua discolpa, oltre a dire che sono un grande attore, dico che fino a un mesetto fa avevo proprio quel messaggio nella segreteria…
Santa Maradona
I Natali, quelli veri e quelli presunti tali, sono passati.
Le sorprese non sono state solo nei pacchi e alcuni pacchi non sono state sorprese (che poi non ho ricevuto pacchi, ma era un bel modo per chiudere il concetto con una frase un pò ad effetto).
Oggi prima giornata di vacanza, nel senso più lavorativo del termine. Prima ho foraggiato un pò l’illusione di avere una doppia vita, poi dopo un pranzo col ciccio ho bellamente poltrito sul divano. Drogandomi di metadone sentimentale.
Il primo film mi ha fatto ripassare un mio monologo, vecchio cavallo di battaglia: a volte si sente la voglia che le storie d’amore siano un pò come un film di Pieraccioni. Eccessivamente scontate e dolcemente cariate.
Vagamente sereno per la visione del primo film, ho cosciente scelto di rivedermi uno dei miei film italiani preferiti: Santa Maradona, opera prima di Marco Ponti. Un piccolo clerks italiano.
Dannosissimo. Altro metadone sentimentale, decisamente con qualche sinapsi in più, che andava a sommarsi con quello pieraccionesco tagliato male. Doppio danno: location piemontese…
E’ strano però a volte cosa fa il nostro cervello, andiamo migliaia di volte in un posto e ne teniamo solo ricordi vaghi, in altri ci andiamo una volta sola eppure è sempre vivido come immagini. Così mentre il film scorreva io riconoscevo buona parte del centro.
A presto per un post di chiusura d’anno.
Buoni Natali a tutti
Un buon Natale a tutti quelli che passano di qua.
Se festeggiate la nascita del Signore
Se vi ritrovate con gli affetti più cari
Se aspettate di esaudire i vostri desideri
Qualunque sia il vostro Natale, Auguri.
Affollamento
Il saggio Blu forse aveva ragione. Qui inizia a esserci un pò troppo casino. Così come bramo un pò di doppia vita, che da qualche mese non ho più, potrei fare lo stesso per il blog. Un altro blog o un nuovo blog? Differenza sottile ma sostanziale. In fondo a questo ci sono affezionato quindi probabilmente mi sfogherò un pò altrove. Un paio di mesi fa avevo già fatto una cosa del genere in splinder, un altro blog ad accesso riservato. Durato poco perchè fondamentalmente era uno sfogo monotema. Ora, su basi diverse, potrebbe avere esiti migliori, anche se destinato ad avere una vita limitata.
Oppure aspettare che lo sciame passi? YdR sa benissimo come mi ponga io nei confronti dell’attendismo.
L'orgoglio di una nazione
L’orgoglio nazionale in Italia è ormai da troppo tempo strumentalizzato. Esaltato a destra, demonizzato a sinistra. Perchè se sono orglioso di essere italiano devo essere di destra? Perchè se sono di sinistra posso dimostrare orgoglio (sì, ma non troppo) solo ai mondiali di calcio e, se capita, alle olimpiadi?
All’estero non è così. Ditelo alla grandeur francese, provate a dire a un gallese che è scozzese, confondete un polacco con un tedesco. Poi ne riparliamo.
Tutto questo pensavo anche perchè ieri sera, davanti a qualche birra, si parlava dell’imminente Six Nations di Rugby. Si parlava della nostra trasferta di Edimburgo, io pensavo che il momento che aspetto di più sono quei cinque minuti dei due inni. Se già è toccante in casa al Flaminio, quando sei spalla a spalla con un inglese o uno scozzese e tutti cantano con orgoglio il proprio inno senza le paure del tifo calcistico, chissà cosa dev’essere là.
Lasciate ogni speranza o voi che entrate…
Girare per Milano in questi giorni è impossibile. A dire il vero lo è già da S.Ambrogio, però adesso veramente siamo a livelli di off limits tra le 8 e le 20. Sclero totale!
In questo weekend, se non mi arrivano tra capo e collo commissioni da fare, vedrò bene di starmene ben al di fuori della cerchia dei navigli.
