Archivi categoria: Uncategorized
Steve McCurry
Duecentoquaranta foto che rapiscono, sei "alberi" che le raccolgono e accolgono il visitatore come in un abbraccio. Un percorso che ognuno si può costruire passeggiando nel bosco d’immagini, ricercando accostamenti e squarci suggestivi. Difficile spiegare la bellezza della mostra milanese di Steve McCurry, soprattutto mi viene impossibile con le parole raccontare le emozioni che riesce a suscitare. A più riprese mi sono scoperto quasi ipnotizzato davanti ad alcune immagine dalla forza evocativa clamorosa ed esaltate da un allestimento originale e riuscito. Per un amante della fotografia ritrattista come me, è stata veramente una mostra edificante, anche se confrontarsi con un eccellenza del genere può far passar la voglia di prendere in mano la macchina fotografica. Ma è solo un attimo.
Siamo sicuri?
Siamo sicuri che non esistano più le mezze stagioni? Quest’anno Milano è pervasa da un sonnolento autunno. Umido, grigio, non particolarmente freddo. Come intuirete oggi non ho grandi argomenti…
Ottimi proponimenti (asociali) per il futuro (prossimo)
Bramo uscire dall’ufficio ed andare a casa. Ho già un bel programmino:
Bistecca con patatine fritte
Partite dell’Armani Jeans, bello che piazzato sotto le coperte
Finire l’articolo che mi trascino ormai da giorni.
Spesa? Non se ne parla
Uscire? Hahahahaha
Al massimo dell’attivismo FOOOORSE farò il decalcificante alla macchina del caffè.
Bene ragazzi, dite tutti in coro ECCHISSENEFREGA e chiudiamo qui questo post 
Chi l'avrebbe mai detto?
…che su queste pagine avrei mai messo un video di Al Bano e Romina Power? E invece… cose che capitano. Ieri mi è venuta in mente l’esistenza di questa canzone e ora la canticchio. Aspettando passi.
The Muppets:Bohemian Rhapsody
I fans dei Queen potrebbero trovarlo un po’ blasfemo. Io, da vecchietto dei Muppets, lo trovo GE NI A LE 🙂
Ti distrai un attimo e…
La giornata può anche essere partita benino.Hai sonno, complice il clima grigio, ma al lavoro ingrani bene. Sei bello carico. Quindi ti concedi la radio in cuffia mentre ti tuffi tra scartoffie ed email, ti rilassi. E lì il patatrak. Abbassi la guardia, e lì arriva lei. Una canzone nuova, mai sentita prima, eppure dentro ci leggi storie e sensazioni che già conosci.
Provo un pò a dimenticare infatti guardo il mare e non ci penso più"
Tutto quello che cercavi di seppellire sotto l’ordinaria amministrazione e quel briciolo di rancore (che aiuta) riemerge prepotente, irrazionale, stoicamente gioioso. E sei fottuto.
Chissà dove sarai adesso dov’è tutto quel sesso, quel caldo, quel sudore… Chissà se ancora pensi al mare al caldo da morire che non si sente più.. Chissà se agosto è ancora nostro, se ancora splende il sole o poi magari piove.."
Succede, alle porte di Milano
È da un po’ che non vi racconto nulla del mio paesello, Pero.
Partiamo dal famigerato “piano case” del governo. Quando venne emanato tutti pensarono disperati a una nuova corsa al rialzo delle palazzine. A giudicare da Pero, dove diverse zone sono composte di case bifamigliari e piccoli condomini, semberebbe proprio così. Pronti via e già tre case hanno un piano in più, a tempo di record. La zona delle piccole case, dove passo nel tragitto verso la metropolitana, ha però in questo periodo una caratteristica molto positiva: essendo alcune abitazioni dotate di camino, quando rientro la sera mi capita di sentire il profumo della legna bruciata. Forse Pero non sarà lo stereotipo del paese ameno e bucolico ma ogni tanto si ricorda di non essere un quartiere di Milano.

