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Cosa mi resta?
Domattina torno finalmente a lavorare. Cosa mi resta di questa settimana d’influenza a casa, che considero fondamentalmente buttata via?
– La tosse, che non è ancora passata
– Il mal di schiena, per le troppe ore passate forzatamente a letto o sdraiato sul divano
– Un pò di ore di sonno recuperate
– Qualche film in arretrato al cinema
– La collezione di dvd che ho finalmente finito di catalogare (seguirà post ad hoc)
– Un appuntamento per cambiare l’operatore telefonico dell’ufficio (cercato mentre ero a casa)
– Una overdose di History Channel e Rai Storia
– Qualche puntata vista di Dr.House
– Diverse chiacchierate telefoniche
– Un pò di autocoscienza, nel bene E nel male.
Altro non trovo, come vedete una settimana un pò persa.
Italia – All Blacks
Sono davanti alla tv ad aspettare il test match. Un po’ iniziava a dispiacermi, un po’ iniziavo a sentirmi un po’ troppo snob nella mia scelta di non prendere in considerazione l’evento. Forse potevo tapparmi il naso e andare lo stesso… Poi l’inquadratura va sul pubblico e su uno striscione in lontananza: Mallett, almeno tu mett o’ Cassan.
Ma andatevene tutti a fare in quel posto calciofili ignoranti.
Basta basta basta
Se sento solo un altro programma televisivo che parla dello switch off del Lazio e cosa fare per risintonizzare il digitale terrestre sbrocco di brutto. Mi guardo solo Sky così son sicuro che non me ne parlino…
Comunicato stampa
Potrei essere la prima persona che conoscete con la N1H1. Che culo eh? 🙂 tranquilli ho intenzione di romperti ancora a lungo 🙂
Il muro
Vent’anni da cadeva il muro di Berlino. Io, dal mio letto d’influenza, mi sono goduto una dose extralarge di documentari, ma è di film vi voglio parlare. Due consigli cinematografici sul tema: Goodbye Lenin e Le vite degli altri. Buona visione
Aldo Grasso su Caressa
Difficile non essere d’accordo con Aldo Grasso quando parla dell’argomento che conosce meglio: la televisione. Personalmente ho apprezzato molto due cose di questo articolo.
1) il fatto che non stimi per niente Zazzeroni
2) la critica agli eccessi dei giornalisti/tifosi (anche se nelle coppe europee e per la nazionale posso un filo capirli). Guardare certe televisioni locali è da lobotomia e se comincia a mettercisi anche Sky…
Chissà, il freddo di Kiev o la pazzia dell’Inter: al secondo gol dei nerazzurri, l’immaginifico Fabio Caressa ha sciolto un dubbio che ci attanagliava: «Pensavo che c’avesse messo un vetro davanti alla porta». Non è chiaro chi fosse il vetrinista ma l’immagine è abbastanza eloquente. Il secondo tempo di Dinamo- Inter ha visto l’ingresso in campo del dodicesimo giocatore, Leggi ancora…
Nuova policy aziendale
Attualmente sto cercando di seguire una nuova filosofia che, per come sono fatto, è abbastanza incompatibile con me ma discretamente necessaria per non farmi sangue marcio e finire sociopatico ed emarginato: non farmi troppe domande su come cavolo ragiona la gente e su come prende certe decisioni. Dire la mia sarebbe il mio comportamento naturale ma meglio di no: se l’evidenza empirica dà ragione a certi comportamenti, chi sono io per metterli in discussione 🙂
Perplesso
La prima reazione, leggendo la notizia della sentenza della Corte Europea, è stato un misto d’indignazione e rassegnazione. Cosa ci si poteva aspettare ormai da un’Europa più preoccupata di non scontentare nessuno che non di difendere le sue origini? Al colmo del masochismo mi sono messo pure a leggere i commenti dei lettori e, una volta tanto (forse per la prima volta) ho letto qualcosa che mi ha fatto riflettere. Una persona sosteneva che benvenga il togliere il crocifisso dalle scuole, forse allora i veri cattolici si sveglieranno e inizieranno a essere più orgogliosi della propria fede, portandone i simboli ma soprattutto testimoniandola di più con i gesti. Personalmente, pur non amando l’ostentazione dei simboli, sopra la porta di casa mia ho il crocifisso (anzi, la croce, che preferisco al crocefisso) e spero sempre che chi mi conosce riconosca che io sono cattolico più per quello che testimonio che per quello che si sa di me.
MILANO – «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana. Il giudice Nicola Lettieri, che difende Leggi ancora…

