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C'era una volta
C’era una volta… anzi c’erano gli anni in cui il mio amico Simon ed io (con altri) facevamo sempre le vacanze negli Usa, passando sovente da Las Vegas. Ci siamo conosciuti nelle redazioni delle riviste di videogiochi e in quegli anni mi raccontava di un ex recensore che si era trasferito negli states. Ogni anno la storia aveva aggiornamenti. Prima era a Las Vegas per fare il dealer, poi si era trasferito chissà dove in non so quale casinò, poi era tornato nella capitale del gioco d’azzardo per diventare giocatori di poker professionista. Da noi ancora l’hold’em non era conosciuto e io pensavo si parlasse di cinque carte. Poi anche da noi è arrivato questo stupendo gioco e io mi ci sono appassionato. Sono cominciati ad emergere anche i primi professionisti italiani, tra i quali uno dei più famosi è sicuramente Max Pescatori. Rivedo Simon un pò di tempo fa e salta fuori "ti ricordi quello di cui parlavamo?" Eccolo quindi, dalle pagine di The Games Machine a quelle del magazine del Corriere della Sera…
«Check». La parola in inglese significa “controllo”, “verifico”, con intonazione assai rigorosa. In Italia, di questi tempi, è un segnale di riconoscimento: distingue chi gioca a poker hold’em dai vecchi habitué che praticano ancora il poker vecchia maniera, quegli antiquati che si ostinano a dire “cip” per proseguire la partita senza aggiungere nuove puntate. «Check», Leggi ancora…
Manzoni
Da sempre mi professo un gran sostenitore del concetto manzoniano di Provvidenza. Oggi ne ho avuto un’ennesima pacata prova. Una giornata difficile per tanti versi, si è aperta con una forza visita fuoriporta. Sono infatto dovuto andare a Lecco. Una scocciatura si è rivelata in effetti una buona occasione per uscire da Milano, staccare un secondo, non di più, la spina e rilassarmi. Anche il viaggio in auto, una volta superata la tangenziale, è stato piacevole. Senza troppa fretta, visti anche i limiti di velocità e i numerosi autovelox, ho avuto anche modo di riflettere un pò.
…e ora si riparte, cercando un pò di slancio. Per il lavoro e…per tutto il resto.
Una riflessione sulla libertà di parola
Apro la settimana segnalandovi quest’articolo apparso sul sito del Corriere a proposito della libertà di parola.
DI IAN BURUMAI l vescovo Richard Williamson ha idee molto bizzarre e francamente odiose: che gli ebrei non siano stati sterminati nelle camere a gas durante la Seconda guerra mondiale; che ad abbattere le Torri Gemelle, l’11 settembre 2001, non siano stati gli aerei dirottati dai terroristi, ma esplosivi americani; che gli ebrei siano intenzionati a dominare il mondo per «preparare il trono Leggi ancora…


