Gomorra, il Divo e Maradona.

Diciamolo: Gomorra è un brutto film. O almeno non valeva la nomination all’Oscar. Senza gridare allo scandalo. Capiamoci, è un film di denuncia che tratta temi scottanti in modo crudo, un film scomodo, ma cinematograficamente non è bello. Costruzione, trama, fotografica, recitazione, nulla mi ha colpito. Tutto il contrario di quello che era successo con Il Divo, film che veramente mi ha stupito in positivo per quanto è fatto bene! Gomorra l’ho visto ieri su Sky e ho finito di vederlo rimanendo veramente deluso. Ancora più stridente il confronto con un film che ho visto praticamente subito dopo: Maradona di Kusturika. Un docufilm che tratta un tema che neppure lontanamente può essere paragonato con quelli su cui verte Gomorra, però si tratta di un film VERO, fatto da un VERO maestro del cinema. Può piacere o meno quello che dice o le opinioni che trasmette però è tecnicamente fatto benissimo. Il cinema è una forma comunicativa, una forma d’arte. Ha le sue regole e i suoi picchi maggiori o minori. Puoi raccontare storie importanti e non riuscire a trasmetterle come meriterebbero e prenderne altre e riuscire a circondarle di un alone di mito.

Interregno, come direbbe YdR

…perchè IO le royalties le pago!  Questo weekend si apre all’insegna del rompete le righe. Dell’assenza di tiranti narrativi. Stamane sono venuto in ufficio per montare la mia poltroncina nuova (la vecchia era logora), poi andrò in comune a rifare la carta d’identità. Infine il nulla. Shopping? Mah… Amici? Credo siano tutti in altre faccende affaccendati. Donna/e? Domanda di riserva please… Se la Ps3 non fa le bizze (ah ecco, oggi passerò da Marco a provare a vedere se sul suo tv funziona) magari stasera noleggio un paio di film. Domani? Vedi oggi ma senza sedia, carta d’identità e gita a Rho da Marco…

Prenatal

In pausa pranzo bazzicavo un negozio Prenatal, cercando un presente per la mia neonata cuginetta di secondo grado. Disperato provavo a barcamenarmi tra indicazioni materne, misure in mesi e in centimetri, quando una signora, che amichevolmente definiremo "la vecchia rincoglionita", si mette a chiedermi indicazioni come se fossi un commesso. Ma ho la faccia da commesso di prenatal? Oggi sfoggiavo pure il mio look da Luca Nervi con camicia manica corta e cravatta… L’ho fulminata un pò con lo sguardo. Lo ammetto.

L'han deciso i ricchioni

Doverosa premessa, visto che spesso l’ironia non è colta e c’è sempre qualcuno pronto a inalmberarsi: con un post così intitolato non sconfesso l’orientamento gayfriendly e politicamente corretto del mio blog ma semplicemente cito gli Elio e le storie tese, dei quali tutto si può dire tranne che siano omofobici. Detto questo…musica!

Tutto questo perchè? Per parlare un pò della moda femminile che si vede in giro per le strade in centro a Milano. Fortunatamente i sabot, una delle aberrazioni più inquietanti degli ultimi anni, ormai sono ostentati solo dalle segretarie più agé e fuorimoda. In compenso altre cose inquietanti si affacciano e io ve le descrivo così, dal basso della mia ignoranza in materia.
Soprattutto due capi mi lasciano perplesso e un pò schifato.
Primi fra tutti dei sandali (e fin qui tutto bene) ma che nella parte caviglia/polpaccio hanno come un monchenino di stivale. Un pò come vedere la parte sopra di uno stivale afflosciato con sotto un sandalo. Non si può vedere.
Ancora peggio dei pantaloni che chiameremo alla "Galeazzo Musolesi", indimenticato personaggio di Bonvi e delle strisce di Sturnstruppen. In tessuto tipo felpa elasticizzata, come i pantaloni da danza, hanno il cavallo alle ginocchia e una parte superiore ampia. Si può dire a palloncino? Non so. Di sicuro si può dire (citando il mio amico Simon) che mi fanno "kagare a spruzzo" e che li trovo ben poco femminili.
Fine del post inutile.

Però a Pero non si viva male – 4a Puntata (credo)

C’è una logica perversa se il sindaco di Las Vegas, noto ex avvocato della mala, si chiama Goodman (letteralmente "buonuomo) e quello di Pero si chiama Maneggia.
Certo che però anche lui…dev’essere dotato di grande autoironia per intraprendere la carriera politica con un cognome così…

Brain Magister del Dr.Kawashima per iPhone

Proseguono le mie recensioni per iPhone con questo titolo parente di Brain Training del Nintendo Ds.
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I Love Radio Rock

Sono fortunatamente (grazie alla cuggina) riuscito a vedere questo grazioso film. Una commedia molto ben strutturata che ci riporta nell’era mitica del rock’n roll, quella fine degli anni 60 appena prima di Woodstock, in un’Inghilterra probizionista e perbenista in superfice, come solo le società nei loro momenti più splendidamente borghesi sanno essere. Tra musica e sesso si intrecciano storie di colleghi/amici/compagni, il tutto in una carrellata dei migliori attori inglesi (e non solo).
Vivamente consigliato, se lo trovate ancora nelle sale.

Webcam Virtuale di nuovo attiva

Una piccola comunicazione di servizio. Con oggi, dopo giorni, riprendo a postare immagini sulla mia webcam virtuale, che trovate qui a lato. I problemi erano legati a casini post aggiornamento dell’Os dell’iPhone. Ammesso che vi siate accorti del disguido, me ne scuso.