A prova di imbecille
La mia cena stasera consisterà principalmente in lasagne surgelate. Di provetto chef, leggo le istruzioni sulla conferzione:
Introduci la vaschetta ancora surgelata e chiusa nel forno a microonde, cuoci per 5 minuti a 750 Watt, estrai la vaschetta dal forno e serviti dopo aver tolto il coperchio.
Cavolo grazie, e io che già pregustavo il succulento coperchio in alluminio e cartone…
Aprile: il mese del golf su iPhone
Appuntamento, ormai quasi quotidiano, con la news che pubblico su http://www.gamesurf.it
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C'era una volta
C’era una volta… anzi c’erano gli anni in cui il mio amico Simon ed io (con altri) facevamo sempre le vacanze negli Usa, passando sovente da Las Vegas. Ci siamo conosciuti nelle redazioni delle riviste di videogiochi e in quegli anni mi raccontava di un ex recensore che si era trasferito negli states. Ogni anno la storia aveva aggiornamenti. Prima era a Las Vegas per fare il dealer, poi si era trasferito chissà dove in non so quale casinò, poi era tornato nella capitale del gioco d’azzardo per diventare giocatori di poker professionista. Da noi ancora l’hold’em non era conosciuto e io pensavo si parlasse di cinque carte. Poi anche da noi è arrivato questo stupendo gioco e io mi ci sono appassionato. Sono cominciati ad emergere anche i primi professionisti italiani, tra i quali uno dei più famosi è sicuramente Max Pescatori. Rivedo Simon un pò di tempo fa e salta fuori "ti ricordi quello di cui parlavamo?" Eccolo quindi, dalle pagine di The Games Machine a quelle del magazine del Corriere della Sera…
«Check». La parola in inglese significa “controllo”, “verifico”, con intonazione assai rigorosa. In Italia, di questi tempi, è un segnale di riconoscimento: distingue chi gioca a poker hold’em dai vecchi habitué che praticano ancora il poker vecchia maniera, quegli antiquati che si ostinano a dire “cip” per proseguire la partita senza aggiungere nuove puntate. «Check», Leggi ancora…


