NHL 08 per Playstation 3
Fresca di pubblicazione la mia ultima RECENSIONE. Ho fatto anche la rima biciata…che cantore del videoludico che sono! 
Thunder Road
Accendo la radio e la prima canzone che becco è Thunder Road, già le cose si mettono bene 
"Che velocità" cantavano i Matrioska
In questo periodo tutto scorre in modo preoccupantemente veloce. Mi sono distratto un attimo e mi è scappato ottobre. Mi sembra ieri che mi sono tagliato i capelli e già ho una chioma fastidiosa in testa. Lascio un attimo da parte una cosa e mi accorgo di averla in sospeso da settimane.
Ci sono però anche i lati positivi in questa velocità: i miei cicli di disunione in genere durano 72 ore, l’ultimo l’ho sfangato in 12. In tutto questo il weekend è volato senza che me ne accorgessi, senza che facessi molte delle cose che avevo in mente, senza lasciarmi nulla degno di menzione, al massimo di minzione.
In tutto questo: buon lunedì!
La pruriginosa cronaca
La mia fonte primaria d’informazione è il sito del Corriere della Sera. Generalmente lo trovo ben fatto, esauriente e misurato. Lo preferisco a quello de La Repubblica (per preferenze storiche) e a TgCom (che leggo solo quando cerco notizie cretine, magari per fare un post sul blog).
In questi giorni la notizia bomba è il delitto di Perugia, intrigo ideale per solleticare i bassi istinti pruriginosi di noi lettori. Però veramente stanno raschiando il fondo del barile.
Ieri c’era un articolo su "Perugia, l’Ibiza degli studenti stranieri" dove sembra che non si possa passeggiare in centro senza inciampare su profilattici usati.
Poi tutta una serie di articoli sui vari protagonisti della vicenda.
Oggi il fondo del fondo "Amanda e la Seattle inquieta di Kurt Cobain"... no comment…
Sarò fatto male io…
…però quando vengo a conoscenza, quasi casualmente, di un evento del quale sarebbe "normale" gli amici mi avvisassero mi girano le balle.
El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
Mercoledì sera, maledicendo l’ATM per il ritardo del 3 che mi aveva costretto a un giro assurdo, tornavo dal corso di fotografia. Passando in un giardinetto, un angolo di piazzale Cadorna, ho notato una cosa strana. Dove in genere c’erano dei barboni che dormivano sulle panchine, c’erano una serie di tende. Quelle del Decathlon, che pubblicizzavano dicendo che si montavano con un solo gesto. Ne parlavo con altra gente in ufficio e mi confermavano che durante il giorno uno a turno resta lì a curare le tende richiuse, tenute accuratamente su una panchina sotto un telo di plastica. Insomma, un plauso quantomeno all’organizzazione.
