Il giusto

Ci sono cose che facciamo perchè ci danno piacere e altre che facciamo perchè sappiamo che è giusto farle. Nella migliore delle ipotesi, quello che che è giusto fare ci da anche soddisfazione. Purtroppo però non è sempre così.
Io ho tanti difetti ma almeno mi riconosco un radicato senso del dovere, che non vivo neppure come una costrizione, semplicemente so che certe cose vanno fatte, senza che ci sia bisogno di obbligarmi a farle.
A volte però mi scontro con chi certi ragionamenti proprio non li vuole fare, non li riesce a fare, non li sente suoi. Fa quello che gli pare e non c’è modo di fargli capire, con la persuasione, che è meglio che determinate cose le faccia.
Raramente mi capita anche di invidiare chi riesce a fregarsene così. Mi piacerebbe essere più egoista in certe cose e cercare solo quello che mi piace. Peccato che "mi piacerebbe" pensarla così ma altresì so che "è giusto" continuare a fare come faccio. Entrato quindi in questo circolo vizioso, continuo convinto sulla mia strada.
Tant’è che per una volta che invidio certe persone, dieci volte penso a loro con malcelato senso di superiorità.

Sconfinamenti nell'universo parallelo

Ieri sera avevo una pizzata che mi ha portato indietro di qualche anno (ne parlerò penso approfonditamente in un altro post). Tra i partecipanti c’era anche la fanciulla sulla quale ho modellato la mia teoria della modalità occhioni, che potremmo vedere come un corollario del rat power.
Lei è sempre stata una facente parte di un universo parallelo, nel quale a noi umili mortali è dato sbirciare solo saltuariamente. Chessò…quando si beve una birra con Craust o, appunto, quando ella ci rende partecipi delle sue avventure.
Io già mi bullavo della mia serata mondana di qualche giorno fa. Già L. mi aveva piegato le orecchie con la sua serata mondano. Bene, la fanciulla della modalità occhioni faceva parte dell’organizzazione del matrimonio dell’anno (non vi devo certo spiegare quale…) e addirittura ha ricevuto un’offerta di lavoro (a quanto pare rifiutata) per entrare a far parte dello staff dello sposo. Inutile dire che il resto della tavolata ben si guardava dal tirare fuori aneddoti sulla propria vita, onde evitare stridenti contrasti.
Una sera ogni tanto, ai confini della realtà, ci vuole.

La mela e l'albero

La mela non cade mai lontano dall’albero. Questo è uno dei miei proverbi preferiti. In genere lo uso in accezione positiva, soprattutto quando parlo di me stesso. Però non è sempre così. E’ un periodo che ho preso un bruttissimo vizio, tipico di mia madre. Verso fine serata mi metto davanti la tv a vedere cosa c’è. Inevitabilmente mi addormento come un sasso e mi risveglio, magari un paio d’ore dopo, mi trascino fino a letto e dormo definitivamente. Pessimo vizio, ne risente pesantemente la qualità del sonno…e poi mi incavolo con me stesso.
Buoni proponimenti per il futuro: non addormentarsi più di grosa davanti alla tv.

e fuori uno…

Infruttuosa puntata all’Agenzia delle Entrate di Rho. Due ore. RIsultati zero. Vabbè…un pò era preventivato. Ora mangio qualcosa al volo e poi si va verso Genova. Almeno all’andata non guido io.

Puck in tour

Oggi giornata in tour. Stamattina sono al temutissimo ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Rho, dove mi sono sempre imbattutto in personaggi inquietanti. Poi verso le 11 con mio padre andiamo a Genova, per un inventario di un fallimento. Sperando di non fare tardi, avrei poi un impegno a cena con gli/le ex della squadra di pallavolo per la quale facevo il team manager.
Ho già sonno. Ho ancora sonno. Ho sonno.

Devastazione…

Incredibilmente, per la seconda sera di fila, ho fatto quello che mi ero prefissato. Anzi, di più.
Non solo ho imbottigliato le prime 18 bottiglie di birra… ne ho anche fatte altre 9. Così dovrei esaurire questo blocco. A dire il vero le ultime nove le ho lavate e sterilizzate. Ora stanno asciugando e poi finisco. Però il grosso del lavoro ormai è fatto.
Sono stanchissimo, è più devastante di quanto si possa pensare.
Per fortuna che almeno il lavaggio l’ho fatto col vaporetto.

Una grande verità…

…oggi sono stanco. Tanti piccoli lavori, scollegati, accavallati, interrotti e poi ripresi…
Voglio andare a casa. Uff

Need for speed Carbon: Own the city

Online la mia ultima recensione. Questa volta per PS2