Trema YDR!!!!
Ora dirò una cosa che farà tremare YdR…
CIMITERO DELLE CROCETTE !!!

Don’t be worry Ydr, you know that I lost some important numbers 
Altro che Micra…
…il piccolo genio sono io!
Ma come mi è venuto in mente di venire PROPRIO OGGI in ufficio in giacca???
Riempire il carnet per non pensare
In questi giorni sto prendendo impegni su impegni per il mio tempo libero, al fine di non restarmene solo a casa cosa che, notoriamente, mi fa sempre pensare molto e generalmente fare o dire cavolate
.
In quest’ottica iera ho passato una bella serata con L. Ape (non riuscito per locale chiuso), cena giappo (un nostro classico) e bicchiere della staffa in un locale un pò fighettone ma che, soprattutto quando come ieri sera è mezzo vuoto, non mi dispiace.
Mi ha un pò aggiornato sulle sue epopee sentimentali e non, qualcosa ho raccontato pure io, così si sono passate alcune ore piacevoli. Arrivato a casa mi sono addormentato di sasso senza neppure accendere il pc (per me cosa quasi inconcepibile) e senza mandare sms.
Stasera invece cena coi cuginastri.
Venerdì partita dell’Italia fra amici.
Per sabato spero di non aver più bisogno di riempirmi forzosamente le serate 
il 20 giugno
Il 20 giugno è ormai alle spalle e qui si inizia a respirare un’aria più leggera. Forse lo scrivevo già l’anno scorso, da quando sono in ufficio comincio a capire il perchè mio padre a casa, in questo periodo dell’anno, era sempre intrattabile.
I primi anni in ufficio ho solo "capito" perchè era così stressato, negli ultimi due ho iniziato a esserlo anch’io. Segno che ormai questo lavoro ce l’ho abbastanza tatuato dentro.
A dire il vero da quando sono qua, mio padre è molto più rilassato sotto scadenze. Nel 2005 il non invidiabile premio dello stress ce lo giochiamo io e mia madre, che pure lei non è che esterni molto.
Pur accorgendomi di essere nervoso, pensavo (illusione di orso) di mascherarlo bene almeno in famiglia, però quando lunedì scorso (guarda a caso, il 19), il giorno dopo un bel weekend in montagna che in teoria doveva essere servito, mio padre a cena mi guarda e mi chiede "come mai sei così arrabbiato in questi giorni?" ho capito che ho fatto bene a non darmi alla recitazione 
La cosa più clamorosa è che poi me l’abbia detta una cosa del genere, oltre a pensarla, orsi come siamo in famiglia
.
Altro simbolo che il 20 giugno è alle spalle è che oggi non ho sentito la sveglia e mi sono alzato alle 7.30: fino alla settimana scorsa mi svegliavo alle 6 da solo e mi crogiolavo nel letto fino all’ora di alzarmi.
Conunque…ieri ero fuori ufficio per lavoro e non ho scritto sul blog, quindi preparatevi che oggi mi rifaccio.
Profezie autorealizzanti
Uno dei fili conduttori del mio blog è Il giorno della Marmotta, cioè il ritrovarsi periodicamente allo stesso punto, pur cercando di cambiare il risultato.
Verissimo. Confermatissimo.
Però non è detto che ci si ritrovi sempre al punto di partenza affinando sempre meglio il proprio agire.
A volte ci capitano le occasioni e siamo noi a giocarcele male. Già dire "giocarsele male" è un’eufemismo.
Un concetto economico che mi ha sempre affascinato (se non erro era il corso di Microeconomia, voto 21 quindi non prendetemi per un luminare in merito…) erano le profezie autorealizzanti.
Ovvero a volte temiamo un comportamento ma, appunto per questo, finiamo inesorabilmente col favorirne la realizzazione. Il più classico degli autogol.
A volte, nel rispetto dalla trama, ce la si può rigiocare da capo. Però "la vita reale" non è sempre così magnamina.
Quindi ogni tanto ci si trova qua, una mattina a Punxsutawney, e non è che ce la siamo giocata proprio alla grandissima… 
…e non mi venite a dire…
…e non mi venite a dire che l’Italia ha fatto una partita come quella con l’Olanda agli Europei.
QUELLA era stata epica, la partita recente della nazionale che mi ha maggiormente preso!
W il calcio all’italiana! 
foto

Oggi, per cambiare un pò, vi "regalo" una delle foto preferite fra quelle che ho mai scattato in vita mia.
Non piacerà magari, ma i gusti sono gusti 
Orgoglio e pregiudizi
Oggi me ne sarei dovuto stare a casa. Non sto bene e mi trascino dolentemente. Niente di che, per me ordinaria amministrazione, però era uno di quei casi in cui un giorno a casa sarebbe stato sacrosanto e giustificato.
Però sono in ufficio. Non sono dipendente quindi la questione non sarebbe neppure stata il certificato medico. Ma, appunto, non sono dipendente (neppure precario, specifico per chi non mi conoscesse, ma libero professionista). Allora perchè non sono a casa?
Perchè oggi c’è l’Italia ed è troppo facile pensare che uno se ne stia a casa per la partita.
Maledetto orgoglio e l’idea del buon esempio.
