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Com'è stato il vostro weekend? -1-
Il mio buonino…
Ecco una piccola chicca del venerdì sera…
NB Filmato non mio, io ero molto più in piccionaia.
La mia compilation
Oggi ho iniziato a pensare quali canzoni mi rappresentano di più.
Non quelle a cui sono più legato ma semplicemente quelle in cui ritrovo più di me. Ne è uscita una compilation forse un pò troppo melensa ma penso che questo sia legata al fatto che certi pensieri li faccio quando non sono particolarmente pimpante. Comunque doveva nascere come una top 5, sulla falsariga di quelle di Alta Fedeltà di Nick Hornby, poi volendoci mettere più di cinque titoli è diventata una compilation ma restando sempre nel tema del già citato libro, inizio proponendovi dall’omonimo film le istruzioni per una buona compilation (che non seguirò). Poi trovate le mie canzoni, se volete sentirle.
– Fossi Figo – Elst
– Closing Time – Semisonic
– Testardo – Daniele Silvestri
– Girls in their summer clothes – Springsteen (…pass me by…)
– L’avvelanata – Guccini (se avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso)
– A te – Jovanotti (questa resta. Lo sai. So che lo leggerai)
– Piove – Alex Britti (chissà se agosto è ancora nostro…)
– Pensiero d’amore – Giuliano Palma (già di Mal) (e con questo chiudo il trittico)
– Soul Sister
– Flower of Scotland
– Someday I’ll be a saturday night – Bon Jovi
– How could you want him (when you know you can have me) – Spin Doctors (un euro per ogni volta che l’ho pensato…)
– La stagione dell’amore – Battiato
Bromuro, ovvero…
…la mente è pronta ma la carne è debole! 
Il caldo, la moda estiva, il mio entusiasmo verso il genere femminile, la qualità delle donne italiane (nonchè quantità di fanciulle di qualità) e la mia situazione congiunturale sono un mix esplosivo per il mio equilibrio psicofisico! Ah l’estate! 
Vorrei suonare i bonghi, come se fossi in Africa…
In questo periodo (intenso, bello, brutto, sclerato, nervoso e chi più ne ha più ne metta), ricarico le mie morali pile fotovoltaiche passando le pause pranzo al Parco Sempione. Tra modelle (anoresse peripatetiche direbbe qualcuna… eheh), raga della compa che fanno juggling, vecchi guardoni e extracomunitari. Ammetto che è molto bello e con degli scorci suggestivi come non ci si aspetterebbe. Ora vi saluto e vado a ricariche le pile anche per oggi. Vi lascio l’ottima canzone degli Elii.
Quizzone del venerdì: Ligabue, Manzoni e gli Spin Doctors
Certe notti, dice una canzone di Ligabue (del periodo dove ancora mi piaceva e gli riconoscevo una certa vena creativa), la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei. Anche certe mattine però… Oggi aziono lo shuffle del mio iPhone e mi parte con una particolare canzone degli Spin Doctors. Ok, la mia playlist è attualmente di una quarantina di brani e la possibilità di beccare proprio quella canzone non era millesimale…però… La mia venerazione verso il concetto di Provvidenza Manzoniana cresce sempre più, anche se la maledico ogni tanto. Comunque una birra (nel caso di uomo) o una cena (in caso di ragazza) a chi indovina al primo colpo la canzone in oggetto. Forse il risultato ve lo darò comunque prossimamente.
Stonando allegramente
Ci sono momenti tutti nostri in cui facciamo cose che normalmente non faremmo. Per me uno di questi momenti e quando canto a squarciagola in auto, fregandomene di stonare. Ci sono poi moltiplicatori del piacere che questi momenti da’, come una fresca nottata, una campagna deserta, il finestrino abbassato, l’aver passato una piacevole serata (diamo a Cesare quel ch’è di Cesare).
"Yeaaaah man i’m aaaaalive"
Che serata ragazzi!
Ieri sera ottimo concerto a villa Arconati per i Milanoans, che hanno aperto il Suburbia Festival 2010. Più che un concerto un recital, un viaggio all’interno degli anni ruggenti del Jazz. Veramente consigliatissimo. Non mancherò di farvi sapere le prossime occasioni. Intanto vi metto la presentazione dell’evento dal calendario del festival:
Tra blues struggenti e irresistibili ragtime, un concerto teatrale, un viaggio dentro alle origini del Jazz.
Nato dall’incontro tra la cultura nera, deportata negli Stati Uniti e lì ridotta in schiavitù, e quella bianca di origine europea trapiantata in America, il Jazz testimonia la ricchezza che l’incontro di culture differenti e subalterne ha saputo produrre. Una dixieland band di 7 elementi ci conduce da New Orleans a Chicago, nell’atmosfera esplosiva dei primi anni del Novecento: qui rivive lo spirito travolgente di una musica che ha segnato non soltanto un’epoca, ma anche un modo di stare al mondo e di vivere la vita, gridando con voce roca e potente un incontenibile bisogno di libertà.
“Il Jazz è venuto in America trecento anni fa in catene.” Paul Whiteman
