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Las Vegas in 5 film

Molto probabilmente quest’estate riuscirò a tornare a Las Vegas. Un tempo, quando frequentavo più assiduamente questa meta, delle mie amiche dicevano che io ci andassi con la stessa frequenza con cui loro andavano in liguria. Purtroppo non è più così… Che ci riesca oppure no, solo questo miraggio mi galvanizza parecchio. Mi sembra di esser tornato ai tempi delle vacanze col mio amico Simon, quando qualsiasi tour degli states doveva passare dal deserto del Nevada. Mi ritrovo quindi a raccontare la città a gente che non c’è mai stata e quindi ho pensato di individuare i cinque film, in ordine sparso, che per me meglio raccontano la città. Tenete conto che per me Las Vegas è quella di fine anni 90 e del boom degli alberghi a tema: inevitabilmente la scelta è influenzata anche da questo. Pronti? Via!

– Ocean’s Eleven: il Bellagio e un Clooney che si sente Sinatra

– Via da Las Vegas: perché in questa città se sei su vai sempre più su ma se sei giù…

– National Lampoon’s Vegas Vacation: un po’ di demenzialità e la miglior rappresentazione cinematografica dei buffet all you can eat

– Mela e Tequila: una commedia romantica, di quelle che piacciono a me, con bei paesaggi del deserto del Nevada

– 21: ventuno vittoria grande baldoria! Perché non si può dimenticare il gambling.

Marketing armeno

Mi ritrovo a scrivere per la seconda volta in due giorni del genocidio armeno, anche se questa volta il taglio è (se possibile) più leggero. Ieri a Strasburgo si è tenuta l’udienza per il processo ad un politico turco che ha negato il genocidio armeno. Evento che è apparso su molti organi di stampa per un solo motivo: l’Armenia ha scelto di farsi rappresentare dalla signora Clooney (della cui esistenza ed identità ero all’oscuro fino ad oggi). Di sicuro a Yerevan hanno trovato il modo di far parlare della cosa.

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