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Perché Tivoli?

Corsi e ricorsi storici. A Sant’Ambrogio dello scorso anno ero a Copenaghen e c’era il giardino di Tivoli. Quest’anno sono a Lubiana e c’è il giardino di Tivoli, la collina di Tivoli, ilqualsiasicosa di Tivoli. Qualcuno mi sa dire il perché? Chi era? Cos’era? Ai poster (ti Tivoli) l’ardua sentenza.

Ps è una battuta non un refuso. 

Alla ricerca di oasi

Avendo perso i miei due comodi rifugi da pausa pranzo (il chiostro di Santa Maria delle Grazie e i Giardini di via Terraggio), continuo a vagare alla ricerca di alternative. Inevitabilmente ho dovuto allargare il mio raggio d’azione e così sono finito al Giardino Perego, a due passi dalla fermata di Montenapoleone. Lo conoscevo già da delle mie passeggiate in centro ma fino ad ora non era mai stato appetibile per la pausa pranzo. Lontano è lontano, non è poi così sconosciuto ma ammetto non è affatto male.

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C’era una volta il giardino di via Terraggio

Per lungo tempo il giardino di via Terraggio è stato la mia oasi di pausa pranzo. Sconosciuto ai più, era un’angolo nascosto e silenzioso, ma liberamente accessibile, in pieno centro. Solo pochi studenti della cattolica e qualche tata che portava a spasso rampolli di buona famiglia lo conoscevano. Ci iniziai a venire da solo, per leggere, ascoltare musica e rilassarmi. Ci continuai a venire con la mia ex, per stare un po’ tranquilli in pausa pranzo.
Poi hanno aperto il 212. Un gourmet burger anche abbastanza buono. Peccato non abbia che pochi posti a sedere. Ecco che quindi hanno iniziato a “suggerire” di prendere da asporto e consumare sulle panchine del giardino. Risultato? Sempre affollato, chiacchiericcio diffuso (spesso a bocca piena…. Ahhhhhh odio), odore di fritto. Magari in altri orari è ancora vivibile ma dalle 13 alle 14 decisamente no… Devo trovarmi un nuovo rifugio. Oppure uno vecchio: tornerò stabilmente ai chiostri di Santa Maria Delle Grazie.

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I giardini segreti di via Terraggio

C’erano una volta i giardini “segreti” di via Terraggio. Così vengono definiti nei primi risultati che emergono da una ricerca su google, così li definivo io fino a qualche mese fa. Situati a meno di cento metri dal bar Magenta, in zona Università Cattolica, grazie ad un accesso piuttosto nascosto era un’oasi silenziosa in pieno centro. Questo una volta. Ora purtroppo è stato aperto un locale di hamburger a due passi dal suo ingresso. Questo posto, gettonatissimo, non ha praticamente posti a sedere e così consiglia ai propri avventori di prendere da asporto e consumare nel vicino parchetto. Il risultato? I giardini non sono più così segreti e così il passaparola l’ha reso un posto dove in pausa pranzo si fatica a trovare una panchina. Speriamo che con la fine delle lezioni la situazione migliori, mi manca quella silenziosa mezz’ora in un posto che tra l’altro ha dei bei ricordi per me.

Vi lascio con un video, un po’ datato, che parla di questo piccolo giardino.

 

È proprio agosto…

… Se ai giardini della Guastalla, in un giorno così, non ci sono studenti cazzeggianti nel verde.

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