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Tra (non)calcio e (non)letteratura. In pieno ermetismo.
La stagione agonistica è chiusa ma c'è un terrificante bisogno di tiranti narrativi!
Operazione passaporto
Ho sempre vissuto in città. Milano mi piace e non me ne andrei (troppo lontano), però devo ammettere che Pero mi riserva ogni tanto piacevoli sorprese.
Ieri esco dall’ufficio in Cadorna e cerco una posta aperta per fare il versamento per il rilascio del passaporto. Due poste che visito ed entrambe chiuse.
Punto allora verso casa. Arrivo a Pero alle 18.40 circa.
Posta aperta e nessuno davanti. Faccio tutto al volo.
Vado in tabaccheria e prendo la marca per il passaporto. Tutto al volo.
Vado a fare le fototessera. Il fotografo si premura anche di sapere per cosa sono perchè quelle per il passaporto hanno un formato particolare. 10 minuti, 4 euro ed esco con le mie fototessera.
Stamane questura del polo fieristico Rho-Pero. La parte difficile è stata trovare come entrare nella porta sud. Risolto quello entro alle 8,30, sono il primo. 8.40 esco coi documenti fatti. Mese canonico di attesa e via.
Meglio non ricordare i casini per fare le stesse operazioni a Milano qualche anno fa…
Contraerea
Sui giornali e sulle testate online si leggeva dell’invasione delle zanzare. Dal canto mio mi stupivo perchè, stranamente, quest’anno a Pero ce ne sono pochissime. Venerdì mi sono però dovuto rassegnare all’evidenza che non erano articoli allarmistici campati per aria. Tra un aperitivo e un dopocena all’arco della Pace, ho provato a passare fuori dell’Arena per scroccare un pò del concerto di Crosby Stills e Nash (Marco, ci ho preso?): impossibile! Formazioni da combattimento di zanzare rendevano impossibile ogni sosta. Da panico. Mi sono recato allora in una farmacia aperta lì vicino dove, percependo la mia disperazione, mi hanno rifilato una pozione magica di loro produzione a base di geranio e citronella. Soprassiedo sul prezzo. Dico solo che appena uscito le zanzare erano così spaventate che mi attendevano con la cannuccia per berla direttamente dal flacone senza attendere che me la spruzzassi.
Buoni proponimenti del Freekend Flyer
Ormai calato nel mio ruolo di Freekend Flyer (Frequent Weekend Flyer) dopo aver già messo tre bollini nel 2010 (Stoccolma, Londra, Parigi) è tempo di fissare le prossime mete.
Mi piacerebbero:
Stoccolma (tornarci in estate, quindi al massimo in settembre)
Amsterdam
Lisbona
Parigi (per fare il bambinone a Eurodisney)
Si accettano candidature di compagne (massì…anche compagni) di viaggio 🙂
Com'è stato il vostro weekend? -2-
I voli da e per Parigi di questo weekend sono stati per me momento di osservazione e riflessione sul mio modo di volare e quello degli altri. Innanzitutto ho individuato una categoria nata con l’avvento delle low cost: il freekend flyer, cioè il frequent flyer del weekend, categoria di cui quest’anno mi fregio di appartenere. Comunque ho meditato alcune regole d’oro con le quali riconosco coloro ai quali consento di fregiarsi del mio medesimo titolo: 1) non applaudirebbero dopo un atterraggio neppure se fossero appena scampati a un attentato di Al Quaeda 2) lasciano i gonzi accavallarsi nei posti davanti mentre puntano indisturbati la coda dell’aereo 3) hanno un bagaglio a mano entro i limiti delle regole e della decenza 4) evitano di formare la classica coda a palla durante il boarding 5) sono snob verso l’italiota volante.
Di quest’ultima categoria, che rappresenta la nemesi del freekend flyer, ho potuto ammirare nuove vette nell’attesa del boarding a Parigi: nonostante un’ora e quaranta di ritardo, una compagnia ha piantonato l’inizio della coda con valigie, dandosi il cambio per mangiare e andare in bagno. No comment.
Com'è stato il vostro weekend? -1-
Questo weekend ho faticosamente superato un mio limite. Se escludiamo i fast food e i bar da pausa pranzo, sono incapace di sederni a un tavolino e godermi una cena da solo. A Parigi sono riuscito a fare un passo avanti. Lunedì giravo da solo, essendo CB a lavoro. Dopo aver guardato e oltrepassato, pieno di senso di colpa per i miei limiti, diversi bistrot e café, mi stavo rassegnando a mangiare da Mac Donald's. Proprio pochi metri prima del doppio arco dorato, passo davanti a una brasserie. Mi fermo a guardare il menù e il cameriere invece che essere invadente, si allontana lasciandomi leggere con calma. Questo atto di cortesia ha convinto e così sono riuscito a fare quello che per molti è normale: mangiare da solo senza sentirmi troppo uno sfogato. Piccoli passi.
Io So Testardo… e ripetitivo :)
Lo so, sono ripetitivo. Giorni fa avevo già fatto un post su questa canzone di Daniele Silvestri. Peccato che ormai l’ascolti a loop e abbia detronizzato Avvelenata di Guccini e Povero Me di De Gregori fra le canzoni che stono nei momenti di giramento di zebedei.
Guardiamo il lato positivo, è sicuramente più allegra delle altre due. Comunque il testo…bè geniale…ve lo riporto qui sotto evidenziando in neretto i passaggi che mi fanno più impazzire.
Io so’ testardo
c’ho la capoccia dura
e per natura non abbasso mai lo sguardo
è un’esigenza
perché c’ho ‘na pazienza da leopardo
e so’ testardo
e non mi ferma gnente
vado sempre avanti fino al mio traguardo
indifferente
e non m’importa gnente se ritardo
io so’ de legno
e sembro muto e sordo
ma le tue parole, sta’ tranquillo
che me le ricordo
e qualche volta me le segno
io so’ de coccio
quello che dico faccio
io so’ uno che, comunque vada
le promesse le mantiene
che poi nemmeno me conviene
molto
perché so’ un muro
e pure se t’ascolto fondamentalmente
so’ sicuro
che la tua vita è appesa a un filo
e io c’ho le forbici
però
se ancora un po’ mi piaci
la colpa e dei tuoi baci
che m’hanno preso l’anima
de li mortacci tua
Io so’ De Chirico
dico in senso simbolico
c’ho un controllo diabolico
quasi artistico
del mio stato psicofisico
e se hai capito, mo’ traducilo
e so’ tenace
perché alla gente piace
ma è evidente che con un coltello
mi puoi fa’ cambia’ opinione
aho, so’ testardo
ma mica so’ cojone
io so’ de marmo
ma tu m’hai sbriciolato
perché so’ testardo fino al punto
che so’ sempre innamorato
pure se tu m’hai già scordato
– (e infatti l’hanno vista…)
– m’hanno informato!
(genio genio puro!!! ndPuck)
però
se ancora un po’ mi piaci
la colpa è dei tuoi baci
che m’hanno preso l’anima
de li mortacci tua
Lelio, Arisa e Sincerità
Se Craust leggesse ancora il mio blog, prenderebbe con grande gioia il ritorno di un tipo di post che mi ha sempre contestato: quelli necrologici.
Oggi purtroppo dobbiamo segnalare la dipartita di Lelio Luttazzi. Un mito della radiotelevisione italiana che, mea culpa, ho scoperto in modo accidentale quando accompagnò a Sanremo Arisa, con Sincerità, canzone che, nonostante i non eccelsi valori artistici, è legata a momenti per me importanti.
Ve lo ripropongo proprio in quella sua uscita.
