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Gli ipocriti e i populisti sono sempre in agguato
In questi giorni è apparso uno "scandalo" per il conto di una lavanderia da 614 euro. L’inizio della storia potete leggerlo QUA. Sul sito del corriere la cosa è stata sbattuta in prima pagina con un non troppo velato parallelismo con il ristorante di Roma coi conti pompati per i due giapponesi. Per me siamo ai limiti della denuncia per diffamazione poichè la vicenda è ben diversa. Prima di tutto quelli sono i prezzi di listino di quella (costosa) lavanderia e non il tentativo di fare i furbi. Poi si può discutere finchè si vuole sul fatto che siano esorbitanti e fuori mercato ma, appunto, se hanno dei clienti disposti a pagare quei prezzi…buon per loro! Trovo veramente ipocrita la gente che grida allo scandalo, soprattutto una Santanchè che definisce "non etici" certi prezzi. Io non li spenderei mai ma non vedo perchè andare a sindacare le libere e legali scelte altrui. Il mercato delle lavanderie non è certo oligopolistico. Se sopravvivono dal ’45 ci sarà un perchè e non sta a me andare a imporre un taglio dei prezzi.
Per come è iniziata la storia, fossi stato nell’incauto cliente me la sarei presa con il portinaio a cui avevo affidato la commissione e non con una lavanderia che ha i prezzi di Cartier.
Franceschini, Bersani e Berlusconi
Franceschini parla del post Berlusconi, senza considerare che il fantastico teatrino che sta mettendo in scena la compagnia itinerante del Pd è la miglior assicurazione sulla vita per il premier…
MILANO – «Dal congresso del Pd e dal suo esito non passa soltanto il futuro del partito, che pure è una cosa importante. Passa anche il futuro assetto della politica italiana dopo Berlusconi; e quindi la questione riguarda tutti. Sento il dovere di pensare cosa succederà dopo la chiusura di un’epoca, che può essere o fisiologica, con la fine della legislatura, o traumatica. Leggi ancora…
Dickens in salsa rosa
Ieri sera ho visto "La rivolta delle Ex", commedia sentimentale decisamente gradevole interpretata da Matthew McConaughey (per scrivere il nome ho cercato una scheda del film e ho fatto taglia/incolla, se no ci infilavo 3 o 4 errori…), Jennifer Garner e Micheal Douglas. Per chi ha visto il trailer, è noto come sia un remake della famosa novella di Dickens "Canto di Natale", dove al posto dei fansami dei Natali passati, presenti e futuri ci sono quelli delle donne della vita di questo cinico e incallito sciupafemmine. Pur con un canovaccio così classico (e mooolte volte visto al cinema) il film è dicisamente gradevole e ben interpretato. Menzione di merito per una battuta, come a ringraziare l’illustre autore dell’originale: a un certo punto il protagonista si affaccia alla finestra, dopo la visita dell’ultimo fantasma, e chiede a un bambino "che giorno è? Natale?".
Consigliato per una visione divertente e leggera.
Uguale uguale a me :-)
In questi giorno mi sono appassionato, come molti patiti di golf, all’epopea del 16enne Manassero ai British Open. Eh bè ha proprio uno swing come il mio…ihihih.
I quotidiani inglesi, il in particolare, gli hanno dedicato spazio e complimenti sinceri. Perché un 16enne dilettante che arriva a giocare un Open Championship, il torneo di gol più antico del mondo, con la naturalezza e con i risultati di Matteo Manassero suscita una genuina ammirazione da parte di esperti e appassionati. E’ comunque nella storia, perché è il più giovane golfista a Leggi ancora…
Melita 2.0: Cristina Del Basso
In questo venerdì in cui non si trova altro di cui parlare (se parlo dell’Agenzia delle Entrate mi becco una denuncia…), facciamo tutti la faccia stupita. L’avete fatta? Bene. La tettona dell’ultimo grande fratello fa un calendario. Sembra veramente di vedere la versione 2.0 della Melita di qualche edizione fa (chi si ricorda quale). Più eccessiva, più pompata (siliconicamente parlando), più maggiorata. Stiamo veramente andando verso la creazione del primo sexy calendario bionico? Quest’anno al GF prenderanno direttamente i canotti?
Nuova Locandina per il film "9"
Oggi cineblog.it segnalava una nuova stravagante locandina per il film "9". Lungometraggio d’animazione attualmente in lavorazione e prodotto da Tim Burton. La locandina è quella che vedete qui a lato. Ho subito capito che si trattava di un tipo di codice a barre ma non sapevo molto di più. Mi sono informato e ho scoperto chiamarsi QR Code ed è molto diffuso soprattutto in Giappone. Per telefonini e smartphone ci sono molte applicazioni gratuite che consentono di leggere le informazioni in esse contenuti. Mi sono procurato detto lettore, ho analizzato la locandina e ho scoperto che si viene indirizzati su di un sito internet, ottimizzato per la navigazione mobile, con un filmato in esclusiva con sequenze del film e backstage. Un interessante sistema di promozione, al limite con quel Marketing Virale tanto di moda.
Da qui ne è derivata una curiosità verso questo tipo di codici, per i quali ci sono diversi editor gratuiti online.

