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Notti ansiose
Ti sforzi di essere tranquillo. Non ci pensi. Inizi a credere "ok, ce la faccio. Ce la posso fare". Quindi, forte di una falsa sicurezza, allenti un attimo la presa. Ecco che ci ricadi. Il fiato si fa pesante. Qualcosa si accartoccia dentro. Sai che stai per sbagliare e la cosa peggiore è che sai che lo farei, perchè vuoi farlo. Se solo facesse abbastanza caldo, sentiresti un rivolo di sudore lungo la fronte. Forse fa abbastanza caldo.
L'estate sta finendo – selfmade man
A fine luglio avevo detto a Ydr "no no no no la stagione agonistica è chiusa". Poi non era stato così.
Ora l’estate è finita e non ci sono Righeira che tengano (ma di dov’erano…?
).
Alla fine di questo giorno e mezzo di isolamento mi sento serenamente, una volta tanto, uomo supplente in un giorno della marmotta. Anche se i due protoganisti dei rispettivi film finisco accoppiati, a me viene da citare l’amico di Billy Crystal in Harry ti presento Sally: "sono arrivato a un punto della mia vita in cui mi sono abituato a essere solo col mio lavoro". Anche lui si accoppia però, ora che ci penso.
Comunque non vuole essere una frase campale, una svolta epocale o chissà quale decisione di svolta.
Semplicemente in questo momento penso oggettivamente che per quanto io possa fare o pensare, la mia situazione di single non cambierà a breve.
Senza assilli, senza crucci, serenamente. Comunque senza rassegnazione e rimanendo aimè un entusiasta del genere femminile. 
La gestione dell'inattività
Io, nonostante le apparenze, sono un impulsivo e un istintivo. Sguazzo nel caos, nei periodi sotto pressione e nelle situazioni incasinate. Il rovescio della medaglia?
No so gestire incertezza e inattività. L’attesa non fa per me. Mettetemi ad aspettare qualcosa o qualcuno e sclero. Anni e anni di duro allenamento non sono serviti. Se una cosa la porto avanti alla grande fino a che è in movimento, se si ferma un attimo trovo sempre nuovi e fantastici modi per mandare tutto a peripatetiche…
L’incertezza poi la gestisco ancora peggio: ho digerito mazzate terrificanti quando si sono materializzate (sarà anche esperienza, ne ho avute spesso) ma quando una situazione è in bilico (e mi tocca aspettare…) e state certi che io la farò propendere verso il baratro facendo qualche favolosa cavolata…
Tant’è…non si può essere perfetti.
Aveva ragione Battiato
Aveva ragione Battiato…e lo scrivevo già in luglio, segno che dai propri errori non si impara.
Segno che la lingua batte sempre fottutamente dove il dente duole.
Segno che per quanto ci sforziamo, restiamo sempre i soliti pirla. Magnificamente e orgogliosamente.
Nel bene e nel male.
Immutabili nel tempo, oltre i buoni proponimenti di cambiare.
Non ci crediamo neppure noi, perchè in realtà non vogliamo farlo.
La verità è che le ferite, se non fortificano, almeno ti fanno sentire vivo.
Non fateci caso. Oggi abbiamo avuto il pranzo annuale dell’ufficio, quindi ho bevuto qualche bicchiere di vino. Abbassa le difese e fa diventare (ancora) più sinceri. Soprattutto verso se stessi.
Contaminazioni e Mea Culpa
Ieri sono andato alla Feltrinelli. Avevo voglia di comprarmi un libro, sperando che non vada a infoltire la schiera di quelli lasciati a metà. La scelta è caduta su Addio alle armi. Una volta tanto un classico.
Girando fra gli scaffali, sia quelli dei libri che quelli di cd e dvd, pensavo all’influsso positivo che hanno su di noi le contaminazioni. Il confronto ci fa venire curiosità nuove, ci fa fare collegamenti che altrimenti non avremmo fatto, o anche solo ci fa modificare il punto di vista sulle cose. Magari poi rimaniamo della nostra opinione ma almeno siamo stimolati. (si può dire che stimola la corteccia prefrontale? eheheh)
Quindi una contaminazione, nonostante tutto quello che l’ha circondata, ha SEMPRE effetti positivi.
Passando al Mea Culpa, mi chiedo: perchè, soprattutto quando abbiamo ragione, non ascoltiamo noi stessi? YdR mi è testimone. L’avevo detto che dovevo chiudere la "stagione agonistica" a luglio e riparlarne, al massimo, con l’arrivo dell’autunno. Invece no. Mi ostino a inseguire Scudetti, Champions League e Coppe Uefa. Rimediando al massimo qualche sconfitta con i complimenti della critica.
Bisogno di semplicità
Sento un dannato bisogno di cose semplici. In tutto. Per tutto. Dappertutto.
Invece le cose non sono mai semplici, anzi, meno sono semplici più ci turffiamo a volo d’angelo.
Sento un dannato bisogno di cose semplici.
Il problema però è un altro (e credo sia comune): non è che voglio ALTRE cose semplici, più semplici di quelle che ho. Io voglio ESATTAMENTE le stesse cose, solo più semplici.
Purtroppo però la complessità è parte integrande dei motivi per i quali queste cose ci attirano tanto. Purtroppo.
Are you LOST ?
Questa sera ricominciava Lost su Fox. Imperdibile. Tra l’altro con L. a vederlo da me, mi piacerebbe si inaugurasse una piacevole routine… anche se sul divano mette sempre il filo spinato e il cuscino antistupro, anche se sa benissimo che è solo un’amica per me. Comunque il fatto che abbia ancora schermaglie del genere mi inorgoglisce: almeno non sono ancora visto come asessuato!
"Are you lost?" …e mi viene in mente il primo giorno della mia prima vacanza oltreoceano. Dieci anni fa. Anzi, questo aneddoto è ancora nel vecchio continente, allo scalo a Londra.
Il tempo passa. Noi inevitabilmente cambiamo ma certe cose, incredibilmente, in noi rimangono le stesse. Lost in traslation, adorabile film, anche se l’ho preso in dvd per rivederlo ma…è ancora incelofanato sullo scaffale.
Tant’è…sto dicendo tante cavolate a vanvera, però questa sera va così…
Posso urlare? Ne avrei parecchio bisongo…
Leccarsi le ferite e lustrarsi i galloni
Reduce dal weekend al miniclinic di golf. Compagnia abbastanza piacevole, ottimo cibo e (a sorpesa) risultati stratosferici. Almeno per i miei canoni. Mettiamola così, se in questo periodo veleggiavo intorno a 10 punti di media (quando il mio obiettivo è raggiungere i 36), in questo weekend ho totalizzato 26. Si tratta di punti e non di colpi e sarebbe troppo complicato spiegarvi il sistema Stabelford.
Poi fare sport fa bene, così dicono. Qui arrivamo al rovescio della medaglia: tre veschiche scoppiate sulle mani, un livido fastidiosissimo sulla mano destra, una caviglia gonfia (lo so non ho il fisico…) 
…e ci sono anche un paio di graffi, là dove ci illudiamo di avere la scorza dura. Ma questa è tutta un’altra storia…
