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Dalle 12.30 di oggi sono in ferie e ciò mi sta già creando un pò di immotivata inquietudine. Sarà perchè comunque è stata una giornata per diversi versi strana e ho poco tempo per i preparativi (soprattutto considerato che io sono un noto tiratardi).
In tutto il mio marasma di pensieri sparsi, inutili e forse banali ho sviluppato un’autocritica strattamente collegata al concetto di Giorno della Marmotta. Mi rendo conto che in diversi ambiti della mia vita, interpreto le mie vicende come fossero partite. Quasi come un videogioco. Volto pagina, rimetto la monetina e riparto da capo.
Se da un verso è una cosa positiva, dall’altro è inquietante.
Prima della buonanotte, un abbraccio a una blogger che ha avuto una giornata sicuramente più difficile della mia…
Supplenze e incrociate
Così come il giorno della marmotta, anche il mio essere uomo supplente (Elisabethtown docet) riecheggia spesso sul mio blog.
Solo che mentre di solito io sono una presenza supplente nella vita altrui, in questi giorni fortunatamente ho una persona che riempie un pò certi spazi. Ok, sono spazi "sentimentali" che vengono riempiti da un’amicizia, pur femminile, però è sempre meglio che averli vuoti 
Per tutto questo, coerente con il piano di battaglia di ieri (e ringraziando comunque chi, come pure S, si era candidato/a a farmi sfogare un pò) ho fatto una serata cinema con Elle. Non volevo neanche parlare dei fatti miei, infatti li ho nominati a chiosa giusto alla fine. Mi bastava una bella (fisicamente e oltre) presenza.
Così stasera mi sono visto "Ogni cosa è illuminata", mentre ovviamente lei dormiva stringendo il cuscino antistupro e sobbalzando "non sto dormendo, non sto dormendo" ogni volta che partiva di grossa.
Mi aspettavo molto da questo film, però è comunque riuscito a stupirmi in positivo. Fantastico. Un film che comunque parla dell’olocausto, mostrandolo però con gli occhi di chi non l’ha vissuto ma cerca di scoprire il passato. Un film molto delicato e a tratti paradossalmente divertente, grazie a dei personaggi un pò grotteschi. Se devo trovare un altro film a cui istintivamente accoppiarlo, direi "L’estate di Kikujiro" di Takeshi Kitano. Altro film sulla ricerca, girato con la stessa delicatezza. Entusiasta di tutto vi auguro una serena nottata. Zanzara a parte, la mia lo sarà sicuramente.
Titoli di coda
Alla fine mi resta il modo in cui mi guardavi
ma soprattutto come non mi guardavi quando ti facevo sorridere
Alla fine mi resta il sorriso idiota
tornando verso casa il lunedì di pasquetta
Alla fine mi resta il pranzo del mio compleanno
e le code in autostrada un venerdì sera
Alla fine mi restano le cose che tu raccontavi tranquillamente
e che mi facevano escalmare GRANDONNA!!!
Alla fine mi resta la convinzione che ne sia valsa la pena conoscerti
come sempre ne vale la pena con una bella persona.
Il motto di oggi
Si chiude una giornata stramba, per tanti versi.
Il motto di oggi è:
No pain, no gain.
Riempire il carnet per non pensare
In questi giorni sto prendendo impegni su impegni per il mio tempo libero, al fine di non restarmene solo a casa cosa che, notoriamente, mi fa sempre pensare molto e generalmente fare o dire cavolate
.
In quest’ottica iera ho passato una bella serata con L. Ape (non riuscito per locale chiuso), cena giappo (un nostro classico) e bicchiere della staffa in un locale un pò fighettone ma che, soprattutto quando come ieri sera è mezzo vuoto, non mi dispiace.
Mi ha un pò aggiornato sulle sue epopee sentimentali e non, qualcosa ho raccontato pure io, così si sono passate alcune ore piacevoli. Arrivato a casa mi sono addormentato di sasso senza neppure accendere il pc (per me cosa quasi inconcepibile) e senza mandare sms.
Stasera invece cena coi cuginastri.
Venerdì partita dell’Italia fra amici.
Per sabato spero di non aver più bisogno di riempirmi forzosamente le serate 
il 20 giugno
Il 20 giugno è ormai alle spalle e qui si inizia a respirare un’aria più leggera. Forse lo scrivevo già l’anno scorso, da quando sono in ufficio comincio a capire il perchè mio padre a casa, in questo periodo dell’anno, era sempre intrattabile.
I primi anni in ufficio ho solo "capito" perchè era così stressato, negli ultimi due ho iniziato a esserlo anch’io. Segno che ormai questo lavoro ce l’ho abbastanza tatuato dentro.
A dire il vero da quando sono qua, mio padre è molto più rilassato sotto scadenze. Nel 2005 il non invidiabile premio dello stress ce lo giochiamo io e mia madre, che pure lei non è che esterni molto.
Pur accorgendomi di essere nervoso, pensavo (illusione di orso) di mascherarlo bene almeno in famiglia, però quando lunedì scorso (guarda a caso, il 19), il giorno dopo un bel weekend in montagna che in teoria doveva essere servito, mio padre a cena mi guarda e mi chiede "come mai sei così arrabbiato in questi giorni?" ho capito che ho fatto bene a non darmi alla recitazione 
La cosa più clamorosa è che poi me l’abbia detta una cosa del genere, oltre a pensarla, orsi come siamo in famiglia
.
Altro simbolo che il 20 giugno è alle spalle è che oggi non ho sentito la sveglia e mi sono alzato alle 7.30: fino alla settimana scorsa mi svegliavo alle 6 da solo e mi crogiolavo nel letto fino all’ora di alzarmi.
Conunque…ieri ero fuori ufficio per lavoro e non ho scritto sul blog, quindi preparatevi che oggi mi rifaccio.
Profezie autorealizzanti
Uno dei fili conduttori del mio blog è Il giorno della Marmotta, cioè il ritrovarsi periodicamente allo stesso punto, pur cercando di cambiare il risultato.
Verissimo. Confermatissimo.
Però non è detto che ci si ritrovi sempre al punto di partenza affinando sempre meglio il proprio agire.
A volte ci capitano le occasioni e siamo noi a giocarcele male. Già dire "giocarsele male" è un’eufemismo.
Un concetto economico che mi ha sempre affascinato (se non erro era il corso di Microeconomia, voto 21 quindi non prendetemi per un luminare in merito…) erano le profezie autorealizzanti.
Ovvero a volte temiamo un comportamento ma, appunto per questo, finiamo inesorabilmente col favorirne la realizzazione. Il più classico degli autogol.
A volte, nel rispetto dalla trama, ce la si può rigiocare da capo. Però "la vita reale" non è sempre così magnamina.
Quindi ogni tanto ci si trova qua, una mattina a Punxsutawney, e non è che ce la siamo giocata proprio alla grandissima… 
