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Succede, alle porte di Milano

È da un po’ che non vi racconto nulla del mio paesello, Pero.
Partiamo dal famigerato “piano case” del governo. Quando venne emanato tutti pensarono disperati a una nuova corsa al rialzo delle palazzine. A giudicare da Pero, dove diverse zone sono composte di case bifamigliari e piccoli condomini, semberebbe proprio così. Pronti via e già tre case hanno un piano in più, a tempo di record. La zona delle piccole case, dove passo nel tragitto verso la metropolitana, ha però in questo periodo una caratteristica molto positiva: essendo alcune abitazioni dotate di camino, quando rientro la sera mi capita di sentire il profumo della legna bruciata. Forse Pero non sarà lo stereotipo del paese ameno e bucolico ma ogni tanto si ricorda di non essere un quartiere di Milano.

Swich On / Swich Off

Settimana scorsa il brutto tempo ha messo a dura prova la mia batteria alimentata dal pannello fotovoltaico. La soglia psicologica del 50% di carica era stata abbattuta, con relativi rischi di disconnessione dell’alternatore. Quindi mi ero già messo in ottica invernale e stavo "ripassando" i miei ritrovati invernali per il risparmio energetico: isolanti dietro ai caloriferi, lampadine a basso consumo, rompigetto per i rubinetti e cose così.
Poi il beltempo è tornato ed ecco che quindi proseguo ancora imperterrito con la produzione fotovoltaica. Inoltre anche il mio orticello resiste e non vuole andare in pensione. I peperoni sono pieni di fiorellini e chissà mai che facciano il primo frutto della stagione, sarei costretto così con gioia a portare le piante in casa.
Comunque per l’inverno penso che proverò a prendere della salvia e vedere se per la prima volta riesco a far sopravvivere qualcosa all’interno della casa.

Autovetture oversize

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Ogni tanto cambio strada, andando da casa mia verso la stazione della metropolitana. Stamane passavo in una zona con villette e piccoli condomini e notavo come fossero tutte figlie di altri tempi. Ogni palazzina aveva piccoli e ripidi box o vialetti altrettanto angusti, ormai inutilizzabili con le auto di oggi. Stavano meglio loro o noi? Lo spazio è davvero una forma di lusso?

A Pero c'è tutto (o quasi) quello che mi serve

pero

Ieri dopo pranzo ho fatto una passeggiata nell’area naturalistica di Pero che, come probabilmente ho già raccontato sul blog, è un’area ritagliata nella zona industriale, dove è stato salvato un canneto e sono state sistemate piante e vialetti e orti comunali, assegnati in genere agli anziani del paese. Tutto molto carino e finalmente anche le piante stanno crescendo. Insomma, una cosa carina anche se sembra un pò una pozzanghera fra i capannoni (come dimensione).
Il mio amore per Pero in agosto è esploso anche quando mi sono trovato a dover fare la revisione all’auto. Spesa contenuta, ottimo servizio e ovviamente a un tiro di schioppo da casa. Tutto oro a Pero? Non proprio, ad agosto abbiamo avuto anche la nostra dose di cronaca nera, con una tentata rapina al Penny Market, finita con una guardia giurata che sparava al malvivente. Però io continuo a difendere il mio infimo paesello 🙂

Tra il postatomico e il far west

Se ieri mattina il centro di Milano sembrava postatomica, con poca gente, strade vuote e una cappa grigia in cielo, oggi ho avuto un’impressione simile anche della mia piccola Pero. Qui in più c’è l’aggravante che il Sempione, che taglia in due il paese, è temporaneamente chiuso per lavori, quindi si può tranquillamente camminare in mezzo alla strada, come nei duelli del vecchio West. Nel rispetto delle tradizioni c’era anche la totalità della gente in giro ammassata nell’unico bar aperto, per un caffè un giornale e un chiacchiericcio. Zeru Tituli…ho sentito echeggiare più volte con fare ironico. Sulla via del ritorno ho incrociato anche una coppia che litigava. Sulla cinquantina abbondante, lei dell’est e lui italiano. La donna si lamentava con espressioni colorite del tipo "io sento sempre questa tensione dentro (diceva toccandosi il petto), come lupi dentro bosco."
Ho dovuto riconoscere la superiorità della formazione scolastica di base nel vecchio blocco sovietico.

Però a Pero non si viva male – 4a Puntata (credo)

C’è una logica perversa se il sindaco di Las Vegas, noto ex avvocato della mala, si chiama Goodman (letteralmente "buonuomo) e quello di Pero si chiama Maneggia.
Certo che però anche lui…dev’essere dotato di grande autoironia per intraprendere la carriera politica con un cognome così…

Però a pero non si vive male – 3a puntata

In questi giorni YdR e io stiamo facendo viva di paese, come fosse di quartierino. Domenica sera, mentre l’Italia veniva asfaltata dai carioca (i giocatori, non i pennarelli) noi prendevamo da bere (birretta io, sambuca lui) al bar Eden, specialità: Granita Siciliana. In quel mentre scoprivamo che  poco lontano avevano pure aperto un pub, lo Sparky, peraltro deserto. Ieri sera ci siamo mossi per provare il suddetto locale, prima che chiudesse i battenti per fallimento, visto il movimento e il posto seminascosto dove si trova. Peccato fosse giorno di chiusura. Abbiamo così preso una birretta nei tavolini per strada di una delle pizzerie di Pero. Stasera forse si riproverà a recensire il locale.
Si concordava comunque che la logica del quartierino è il futuro del post crisi.

Però a Pero…2a puntata

Giusto l’altro giorno vi scrivevo della vita nel mio paesello. Oggi addirittura la prima pagina del Corriere.it parla di noi per un’iniziativa benefica venerdì sera.

Corriere della Sera.it
MILANO – Dal tacco al tacchetto. La nazionale italiana modelle scende in campo per la solidarietà. Assieme alla Seleçao Internazionale Sacerdoti e alla squadra dei ragazzi di "Amici" (la trasmissione televisiva di Canale 5), le ragazze daranno vita alla Partita del Cuore 2009, un insolito e spettacolare triangolare di calcio per raccogliere fondi da devolvere al progetto SOS Abruzzo Inter Club. Leggi ancora