Malcelato orgoglio generazionale
Come chi segue il mio blog sà (inizio a parlare come Tomba…), ho ricominciato dopo anni a fare il recensore di videogiochi. Allora come lavoro, oggi come piacevole passatempo. Allora, smisi se non erro verso il 2000-2001, le riviste erano meno di una decina e le pubblicazioni online dovevano ancora prendere piede.
Oggi ci sono molte più riviste ma soprattutto il materiale online arriva molto più tempestivamente.
Tanto per intenderci, la spasmodica attesa adolescenziale all’edicola, in attesa della recensione del nuovo titolo più atteso, è cosa da preistoria.
Quello che mi aspettavo, godendomi qualche serata di presentazione, era di sentirmi un pò il matusa in un ambiente di bambinetti.
Sorpresa sorpresone: dalle prime uscite quello che ho capito è che ci sono sempre le solite facce. Anche quelle nuove, sono ben oltre il primo pelo.
Orgogliosa conclusione che traggo: ai bambinetti di oggi diamo ancora una bella vagonata di sterco. Certo, come giocatori non li vediamo neanche, ma quando si tratta di non avere le cicatrici di lobotomia e affrontare il discorso da un punto di vista più serio, la prima generazione di videogiocatori ha ancora molto da dire. 
Nota finale: ai miei tempi era un uomo di fatica e non venivo spedito alle presentazioni. Oggi senza assilli mi tolgo pure questi sfizi…
Pubblicato il 16 novembre 2006, in Uncategorized con tag videogiochi. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

Ma hai idea di quanti ragazzini ti invidiavano per il tuo lavoro???
:-))))