Rapiti di Serie A e rapiti di serie B

Ci sono rapiti di serie A e di serie B. Sui motivi per i quali questo succede poi si puo’ discutere, però questo è un innegabile dato di fatto. Per il giornalista di Repubblica c’è stata una mobilitazione generale. Si è scesi a patti, a quanto è dato sapere, coi talebani. La liberazione è avvenuta in pieno stile guerra fredda, con le due parti sui due lati del fiume e i rispettivi prigionieri che venivano scambiati su di un ponte.

Pochi giorni fa’ sono stati liberati anche i due lavoratori Agip rapiti in Nigeria prima di Natale. Dal servizio visto ieri su Le Iene non si capisce bene quali concessioni siano state fatte. Resta il fatto che gli ostaggi sono stati consegnati a una trouppe mista corriere/le iene/reuters, arrivando su una piattaforma gestita da italiani tra lo stupore. Resta il fatto che i due rapiti erano in ottimi rapporti con chi li tratteneva, dimostrando di capierne (e condividerne) le motivazioni. Immagino che la condivisione sui metodi sia stata minore ma tant’è…

Probabilmente la vita del giornalista ha corso più seri rischi. A quanto pare però si è scesi a patti con un regime che sostiene il terrorismo e non con una guerriglia che si oppone ai poteri economici stranieri (anche italiani) presenti nel proprio paese.

Resta l’umana felicità per due vicende finite bene per i nostri connazionali. Poi tutta la verità non la sapremo mai, in nessuna delle due storie, ma questo è quello che io ho potuto vedere da qua. Da un (troppo?) comodo divano di casa.

Pubblicato il 20 marzo 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. il giornalista lavora per un giornale “buono”. I tenici in Nigeria per una ditta “cattiva”. Lorenzo

  2. Maggior ragione per concedere a chi, pare, ha un filo di ragione e non agli altri.

  3. Un missile tirato su (…) non è mai tirato male.

    YdR

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