Dopo l'antipolitica, l'antinformazione

In questi giorni sta suscitando grande clamore un decreto legge (il cd ddl Levi per la riforma dell’editoria) che, a detta dei suoi detrattori, tapperebbe la bocca ai blog e a siti indipendenti di internet, costringendoli alla registrazione.
Senza rimandarvi al testo di legge ho individuato, tra i tanti articoli apparsi, QUESTO che secondo me sintetizza ed evidenzia alcuni punti fondamentali.
Partiamo quindi con alcune considerazioni personali, date anche dal fatto che la mia tesi di laurea trattava del settore dell’editoria, toccando marginalmente anche la questione che già si poneva nel 2002 della registrazione dei siti che erano configurabili come testate online.
1) In Italia le leggi sono tecnicamente scritte molto male. Sia che siano fatte da governi di destra o di sinistra, i tecnici dei ministeri sono quasi sempre gli stessi e con gli anni si sono cristallizzati alcuni vizi di forma nelle norme. La prima cosa che quindi è emersa informandomi sulla questione è il fatto che la definizione di settore editoria è lacunoso, aprendo il fianco alle strumentalizzazioni di questi giorni che hanno ricompreso ad hoc "il popolo di internet", definizione questa che, per usare un francesismo, mi fa cacare a spruzzo.
Ovvio che quindi il governo oggi parli di emendare il ddl, in modo da correggere il tiro sulla definizione e andare a individuare meglio i destinatari.
2) ma secondo voi un governo di sinistra pensa più a tutelare i lavoratori o a tappare la voce alla libera informazione??? La nuova normativa (e qui rientramo nell’ambito che ho prettamente analizzato per la mia tesi) va ad adeguare le regole di un settore che non erano più a spasso coi tempi. I collaboratori dei siti internet anche di grosse testate erano inquadrati ormai come "grafici" e non come giornalisti, con tutti i riflessi di tutela e di previdenza che questo prevede.
3) A chi giova questa strumentalizzazione? Non alla destra, che infatti mi sembra si stia tenendo fuori dalla cosa. La realtà è che giova molto più all’estrema sinistra, che dimostra così di curarsi di tutte quelle persone che oggi si sentono vicini a quella che viene definita "antipolitica" e all’antipolitica stessa (Grillo e affini) ai quali non pare vero di ravvisare in un atto del governo il tentativo di tappargli la bocca.

Questo il mio modesto parere in merito. Spero che sia interessato a qualcuno e se secondo voi qualche ragione ce l’ho, fatelo pure girare, anche senza citare la fonte.

Pubblicato il 23 ottobre 2007 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Post sul DDL/Blogs… che fa pensare…[..] (scusate la foto… ma non posso caricarne nuove fino a novembre e inoltre non saprei che cosa cercare…) Comunque… vi dirò… dopo avere letto e riletto (sono un po’ stanca in effetti) tutto quello che c’era da leggere… dopo averne parla [..]

  2. Ciao,
    mi presento sono Max. Arrivo al tuo blog attraverso quello di Curly.
    Ho letto con attenzione quanto scrivi, ma permettimi, non sono d’ accordo.
    Per errore volontario o meno qui si rischia potenzialmente la chiusura dei blog.
    Nel link che tu indichi si dice “Sarà l’Autorità Garante per le Comunicazioni a stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori”, ma il problema è che secondo me fino ad una più chiara definizione del termine su quali operatori debbano iscriversi la norma riguarda tutti.
    E semplicemente non doveva nemmeno essere scritta cosi.
    Questo è l’ errore!!!
    Complimenti per il blog.

  3. Levi conferma[..] Intervista sul SITO DEL CORRIERE per il sottosegretario Levi, autore del DDL contestato da Blogger e Grillini. Ci sarà un giorno nel quale mi stuferò di avere ragione ma pare non sarà neppure oggi! Per chi se lo fosse perso, il MI [..]

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