La conquista del bagno turco (e altre storie)

Ieri sera sono andato in palestra. Dopo le fatiche turistiche del weekend, bramavo soprattutto la sauna e il bagno turco che mi sarei concesso in coda agli esercizi. In tutta l’area benessere campeggiano ben visibili gli inviti al silenzio, tranne nel bagno turco. Anche lì si è invitati al silenzio ma la cosa è segnalata da un piccolo cartello a lato. Risultato? Il chiacchiericcio regna spesso sovrano, perché per la mentalità italica il buon senso non esiste: servono gli espliciti divieti. Torniamo a ieri sera. Entro in bagno turco e trovo due coppie di donne. Non è stato difficile temere il peggio: chiacchiere non stop anche a volume elevato. Ho dovuto prolungare la mia permanenza per aspettare uscissero e, devo dire, ne è valsa la pena. Approfondiamo però il tema di quelle comari. Soprattutto una delle coppie parlava in modo animato e a volume alto. Impossibile non sentire. In pratica una delle due era sul punto di chiedere il divorzio. Mi ha fatto specie come non si curasse di farsi sentire dai più. Mi è tornata in mente la scena dello stadio di Harry ti presento Sally, quando lui si lamenta con l’amico che la moglie ha chiesto il divorzio e che il tipo incazzoso dei traslochi avesse saputo della cosa prima di lui. Mi sono sentito quel tipo dei traslochi.

Pubblicato il 4 giugno 2015, in Cattivo cinico egoista, Giorno Marmotta con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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