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Il Mio Borsino Informatico – Chi sale e chi scende
Ecco un po’ chi sale e chi scende nel mio personalissimo borsino informatico/web
++ iPhone: con iOs5 è sempre più una protuberanza del mio corpo. Inizio a tentennare pure sull’iPad.
+ Facebook: lanciato il progetto per la conversione delle app da flash a html5… un’altra battaglia vinta da Jobs, un altro motivo per il doppio più di cui sopra.
— GooglePlus: di Plus ha solo il nome. Come dicevano nel primo album di Elio “chi se lo i****a?” 🙂
++ Chrome: con il suo web store di applicazioni gratuite sta soppiantando Firefox come mio browser preferito su Pc e Mac
= WordPress: ormai non sento più la nostalgia di Splinder, questa piattaforma blog è superiore sotto ogni punto di vista.
Il twitter di Fiorello (@sarofiorello)
Tempo fa, mi scuserete se non ritrovo il link, Beppe Severgnini scrisse un breve e utilissimo vademecum sull’utilizzo di twitter. Lo consiglierei pesantemente a Fiorello. Come molti, ho scoperto giorni fa il suo account quando ha pubblicato un suo video con l’imitazione di Gasperini. In quei giorni non c’era organo di stampa che non riprendesse i suoi tweet, era la cosa più trendy del momento. A distanza di una decina di giorni ho deciso di smettere di seguirlo. Motivo? L’eccesso di tweet: non riesco più a seguire gli altri account, i cui contributi si perdono tra gli innumerevoli suoi. Fiorello, se per caso mi stai leggendo, datti una regolata! 🙂
Sconcertato da Sconcerti
Sono allibito dalla visibilità mediatica che Sky sta dando a Sconcerti. Non solo. Anche sul sito del Corriere non passa giorno che questo soggetto non pontifichi.
Sarò io che non capisco di calcio ma non riesco a trovarmi d’accordo con lui se non quando legge dati statistici. Già sulla loro interpretazione divergiamo.
Non parliamo poi di quando si butta in saccenti elucubrazioni… Nella domenica pomeriggio di Sky sono passati da Buffa a Sconcerti… sconcertante. Ogni volta che si accendono i canali sport di Murdoc si rischia di vederlo. Perchè si da tanto risalto a uno dei peggiori opinionisti a loro disposizione? Ok, Mauro è peggio… però alla fine anche Rossi riesce a essere più sagace…
L’angolo del maschilismo superficiale
Ieri replicavo a un tweet che parlava di modelle pelle e ossa che si muovevano come spettri per Milano, dicendo che le nuove icone della bellezza femminile erano le sportive. Meglio una Pennetta o una Klishina rispetto a un’anoressica stangona che sfila. Dopo la modella che ho davanti in metro ora mi rimangio tutto 🙂
“L’analisi dell’esperto con … Paolo Tramezzani” – Tutto Lega Pro
I vocaboli “Tramezzani” ed “Esperto” a meno di due metri di distanza l’uno dall’altro mi creano un non so che di scompenso…
“L’analisi dell’esperto con … Paolo Tramezzani” – Tutto Lega Pro.
Riflessione mattutina in metro
I “fantasmini” che sporgono un dito dalle ballerine sono l’equivalente femminile di un uomo coi calzini bianchi.
Come si distinge un minigolfista che ha ancora speranza…
…da uno ormai alla fase terminale di depravazione?
Se ha stabilmente in facebook una foto del profilo che ha a che fare col minigolf, potete anche rinchiuderlo e buttare via la chiave 🙂
Corollario: il 90% dei minigolfisti europei (non solo italiani!) dovrebbero avere una divisa con le maniche che si legano dietro la schiena 🙂
Amsterdam: le biciclette
L’Olanda, assieme alla Cina, è nell’immaginario collettivo la terra delle biciclette. In questi giorni ad Amsterdam notavamo, assieme a Ydr (aka ilbianchi) che sono del tutto particolari quelle più diffuse. Prima di tutto per la seduta e il manubrio, entrambi molto alti, che attribuiscono quindi una posizione molto impettita. Poi ci sono le peculiarità tecniche: sono senza freni, quindi si rallenta coi pedali, in modo non certo repentino. Anche per questo forse i ciclisti hanno la precedenza anche sui pedoni.
Comunque devo dire che i ciclisti olandesi sono molto più disciplinati di quelli italiani: rispettano i sensi unici e i sensi di marcia. Non troverai mai ciclista andare contromano al grido “il senso unico è solo per le auto, io sono nel diritto di fare ciò che mi piace”. Cosa peraltro sbagliatissima.
