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Per la rustichella si deve pagare il pedaggio

Tornando dalla Svizzera, domenica ci siamo fermati ad un autogrill.  Inevitabile, è scattata la rustichella. Mentre la azzannavo, conscio della sua tradizione ma anche della sua pochezza, riflettevo su di una cosa: ormai a Milano ci sono diversi punti Autogrill all’interno della città, Uno dei quali proprio alla fermata di Cadorna (che frequento quotidianamente). Questi locali hanno tutta la dotazione classica della catena, però mai verrebbe in mente una rustichella lì. Da qui la folgorazione: per gustarsela è indispensabile pagare il pedaggio autostradale. È associata in modo così pavloviano al viaggio che presa in città non ha lo stesso gusto.

A4 Mi-To

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C’era una volta Italia 90. Allora iniziarono i lavori per la terza corsia della Milano-Torino. Da allora i cantieri su quella autostrada, a mia memoria, non sono mai finiti. Alta velocità, quarta corsia, varianti per Expo, villaggio dei Puffi. Chi più ne ha più ne metta. Fatto sta che odio percorrere quel segmento di A4 perché è un susseguirsi di respingimenti, cambi corsia, carreggiate a larghezza ridotta. E dire che invece il tratto Milano-Venezia è molto meno tribolato.

L’ho fatto la settimana scorsa per andare a Ivrea e guardavo con invidia chi sfrecciava in treno.