Archivi Blog
eGov e vecchie beghe
La Lombardia, credo non sia neppure l’unica regione, sta facendo delle buone cose in termini di eGovernment. A tutti i cittadini è stata recapitata la Carta Regionale dei Servizi che, una volta abilitata, serve anche come attestazione del codice fiscali e come smart card per la firma digitale. In più da qualche tempo è possibile richiedere in edicola, assieme a molti quotidiani più o meno locali (a Milano con il Corriere della Sera, in altre province con altri) a € 7,50 il lettore smart card e il software per accedere ad alcuni servizi online, che potete vedere sul SITO UFFICIALE DELLA CARTA. Volete che un patito di tecnologia come me non abbia reso operativo il tutto? Certo che l’ho fatto. Ho però scoperto che cambiano le tecnologie ma la burocrazia resta sempre la stessa e così mi sono sparite le esenzioni dai ticket sanitari. Per fortuna che, pur essendo un disordinato, io non perda mai niente e così ho ancora le copie cartacee del 2001. Oggi vado in Asl per sistemare, spero senza litigare. Comunque il giudizio sul servizio resta positivo e lo consiglio a tutti.
Io non ho memoria
Chiunque abbia avuto a che fare con me sa che sono uno dei soggetti più smemorati che si siano mai visti.
Qualche giorno fa è uscita sul sito del corriere la notizia che il pisolino fa bene alla memoria.
Io storicamente sono un fan del pisolino e questo, più che farmi pensare che la notizia sia falsa, mi fa interrogare su…quanto sarei smemorato se non dormissi?
Tanto più che avevo sperimentato ai tempi delle medie/superiori che quando dovevo imparare qualcosa a memoria, salvo poi dimenticarmela in pochi giorni (eccezione: la poesia San Martino), dovevo fare la pennica dopo aver tentato di memorizzare.
In soldoni: smemorato sono e smemorato resto ma la pennica non si tocca.
Forse è la volta buona
In questi giorni mi aggiro circospetto per le strade. Con sguardo fugace butto l’occhio su balconi e finestre, soprattutto quelli che già presentano gli addobbi natalizi. E’ la volta buona? Certo, la prova del nove l’avremo solo dopo S.Ambrogio, quando tutti avranno fatto albero e presepe. Però pare proprio che sia ormai passato di moda uno dei flagelli degli ultimi anni, l’addobbo più orrendo che mente umana abbia creato, la mania più squallida che ha contagiato migliaia di famiglie. Sì! Ci voglio credere! Ditelo con me! Lo so che anche voi avete voglia di crederci! Sono spariti i Babbo Natale che si arrampicano sui balconi!
La fiera del Grandonnismo
Sabato alle ore 10 ai padiglioni di Rho Pero della Fiera Milano si è aperta la consueta Fiera dell’Artigianato, che ha ormai spodestato quella degli Obei Obei dal cuore dei milanesi.
Come ormai da tradizione, schiere di grandonne di tutte le età, molte delle quali dotate di trolley per inserire gli acquisti, si è riversata tra le gli stand di vasellami vari, matrioske e altri più o meno bizzarri oggetti da regalare a Natale e, nella maggior parte dei casi, da nascondere a Santo Stefano.
Alle 10.04 anche io facevo il mio ingresso, visto che da anni faccio ricorso a questa fiera per sistemare il lato femminile dei miei regali.
Devo ammettere che lo spostamento nei nuovi padiglioni ha reso meno caotico e più vivibile il tutto. Una volta dopo due ore dall’apertura scappavo perchè non si riusciva più a camminare senza un machete, in questo caso sono rimasto fino alle 14 senza problemi.
Trovato diverse idee e già qualche regalo. Ci tornerò. Probabilmente mi sacrificherò portandoci mia madre, visto che mio padre è mezzo influenzato. Cuore di figlio!
Essere flessibili
Ieri sera, strano ma vero, avevo molta voglia di allenarmi (minigolf). Nonostante avessi fatto tardi in ufficio, nonostate Mirko mi avesse dato l’assist per starmene a casa al calduccio, nonostante tutto…alle 20.15 ero a prenderlo sotto casa sua. Alle 20,55 avevamo fatto circa 3 chilometri di tangenziale e la coda non accennava a dissolversi. Siamo così usciti al primo svincolo e abbiamo fatto ritorno a casa. Dopo averlo riaccompagnato ho così tirato giù dal letto Ydr e CB per una birretta e un chiacchiericcio, dove ho esternato per l’ennesima volta il mio complesso d’inferiorità per il blog di Ydr. Io sono come un programma televisivo con un discreto share ma del quale si può fare benissimo a meno, lui è il programma di nicchia che intriga la gente che piace. Il mio blog non ha un taglio particolare. Sono io, con tutto quello che mi passa per la testa e, devo ammettere, in questo periodo non vi sto certo deliziando con elucubrazioni particolarmente dotte. Eh bè ognuno ha la sua fedele clientela, ne prendo atto ed evito, come fece qualcuno, di provare a imitarne il format 
Stamattina comunque mi sono svegliato sotto una Milano bianca, ovattata e ancora più buia del solito.
Buona giornata
Che giornata…
Forse non ve ne siete accorti ma ieri non vi ho scritto. E’ stata una vera giornataccia, apertasi alle 4,44 di mattina quando sono stato svegliato di soprassalto da un rumore sordo tipo antifurto che si sta scaricando. Era la caldaia sul balcone, in un orario che doveva essere spenta. Spaventato, ho subito staccato l’interruttore centrale. La mattina poi di corsa a fare gli esami del sangue, cercando di contattare telefonicamente l’assistenza, che non poteva uscire in giornata ma che mi ha spiegato probabilmente che fare. Quindi ufficio e in pausa pranzo di corsa a casa per la caldaia. Risolto. Di nuovo di corsa in ufficio. Pomeriggio in cui ho sbattuto la testa contro i muri senza avere la sensazione di essere veramente produttivo e alla fine, quando già bramavo la serata casalinga…
Si sparge la voce che per un tentativo di suicidio in metropolitana, la linea 1 è chiusa. Quando esco d’ufficio c’è il solito caos di gente che cerca di salire sul bus sostitutivo. Sto per rinunciare e andarmene a fare inglese quando all’improvviso riaprono la metro. Mi infolo sul primo convoglio che trovo e finalmente, dopo una piccola spesa, stramazzo esausto a casa.
Spero che oggi sia una giornata un filo più rilassante.
…e luce fu…
Ieri sera, quando sono riemerso dalla metropolitana tornando a casa dopo il lavoro, il paesello era avvolto da una coltre di buio. La stagione non c’entra: c’era un bel black out. La cosa mi ha dato uno spunto di gioia. Un pò perchè a me il buio piace, un pò perchè pregustavo di arrivare a casa e attivare la mia batteria alimentata dal pannello fotovoltaico.
Arrivato ho quindi aperto la porta, preso la mia torcia, rigorosamente a dinamo, e mi sono diretto sul balcone per accendere l’alternatore. Tutto tronfio mi sono poi messo a letto col portatile. Purtroppo dopo cinque minuti è tornata la luce, con mio sommo dispiacere.
Luci a San Siro, in quella nebbia…
Ieri mi sono trovato, a breve distanza e in due discorsi disgiunti, a difendere uno dei principali prodotto locali della zona di Milano dove abito: la nebbia. Anche se in effetti i bei nebbioni di una volta non ci sono più.
Come fai a spiegare a gente che non è di Milano come la nebbia sia bella e romantica? Difficile se non ci sei cresciuto, se non ce l’hai un pò nelle ossa e nel cuore.
Il modo migliore mi sembra sicuramente questa canzone di Vecchioni, qui cantata da Guccini. Buona giornata
