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La mia redazione
Se c’è una critica o un’accusa che mi viene spesso fatta in relazione al mio blog è “ma tu non lavori mai che scrivi sempre un sacco di cose in orario d’ufficio?”
La risposta è presto data: programmazione! I post non sono scritti nel momento in cui vengono pubblicati. La maggior parte è scritta in un posto molto simile a quello della foto qui a fianco: un sedile della metropolitana. Soprattutto la mattina, quando salendo a Pero sono sicuro di riuscire a sedermi, mi metto a scribacchiare qualcosa. Spesso di fretta. Sempre con l’iPhone. Solo talvolta rileggendo. Questo spiega, ma non giustifica, i numerosi errori di battitura o legati al correttore automatico. Fatto sta che quando sono preso dal sacro fuoco compositivo, in un viaggio posso scrivere anche due o tre post, che poi vengono spalmati ad hoc per apparire con una certa distanza gli uni dagli altri e in orari che, ammettiamolo, cerchino di massimizzarne la visibilità.
Quindi adesso sono arrivato alla mia fermata e scendo, poi deciderò quando questo inutile pezzo, velatamente polemico coi polemici, verrà pubblicato 🙂
Chi va con il polemico impara a polemizzare
Un po’ di polemica fra blog. Il mio amico YdR scriveva l’altro giorno QUESTO POST in cui si scaglia, tra le altre cose, anche contro il restauro della facciata del Duomo di Milano. A suo dire troppo cangiante.
Premesso che oggi è già più opaco di quando hanno tolto le impalcature, io trovo che al contrario così sia bellissimo. Certamente meglio ora che non alla fine degli anni 70 quando era totalmente nero.
Il piacere della discussione
A me piace discutere, nel senso più positivo del termine. A volte i toni posso anche diventare accesi ma quando c’è passione è inevitabile. Non si deve per forza parlare dei più alti sistemi. Una buona discussione puo’ parlare di economia come di calcio, di politica come di cinema. Trovare persone con cui è un piacere confrontarsi e discutere è sempre più difficile perché ci devono essere alcuni elementi fondamentali. Vediamo cosa cerco in una controparte.
Prima di tutto, ma questo è palese, non deve pensarla come me. Il confronto arricchisce, non a casa alcuni dei miei migliori amici o amiche hanno posizioni anche inconciliabili alle mie. Però i genere ci sono tutti i punti di seguito.
La propria posizione dev’essere consapevole e non frutto dell’imbonimento di qualcuno che parlava/scriveva bene o semplicemente urlava più di altri.
Soprattutto però ci dev’essere l’ascolto attivo (talvolta paziente, non tutti hanno il dono della sintesi) e la disponibilità di mettersi i gioco nel dibattito.
Una volta perdevo tempo a discutere anche con persone che non meritavano. Gente il cui fine era solo prevaricare l’interlocutore anche in modo verbalmente violento pur di avere l’ultima parola. Ora molto meno, quando capisco con chi ho a che fare preferisco chiudere lì e lasciarsi alle loro convinzioni. Anche a quella di aver avuto l’ultima parola.
