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Spontini

Che piaccia o che non piaccia, Spontini fa sempre discutere i milanesi. Ne ho avuta l’ennesima riprova l’altro giorno, quando ho pubblicato su Facebook la foto che fa da incipit a questo post. Da qualcuno ritenuta la miglior pizza al trancio di Milano (io non sono tra quelli), Spontini si è sempre distinto per la standardizzazione dell’offerta: pizza margherita normale o abbondante, al massimo aggiunta di acciughe, pasta al forno e bevande. Ora il mito dell’offerta fissa è crollato. Ci sono gli Spontini Rossi (più classici) e i neri (più simili a cast food) ma soprattutto ci sono diverse varianti sulla pizza. Resta un mito Milanese, ma ormai ha ben poco di differenziale.

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Il rosso e il nero (di Spontini)

 Che piaccia o no, Spontini è un’istituzione della pizza al trancio milanese. Personalmente non condivido l’idolatria di molti ma ogni tanto ci vado. Insomma: una buona pizza e poco più. Per chi, non milanese, non lo conoscesse, è appunto una catena di pizza al trancio caratterizzato dalla standardizzazione dell’offerta. Solo Margherita, normale o abbondante. Questo quello che normalmente si poteva trovare dietro la classica insegna rossa con logo bianco. Da qualche tempo qualcosa è cambiato. C’è un altro Spontini (questa volta con insegna nera) che però, a giudicare dal sito ufficiale, fa sempre parte della catena. Una serie di punti vendita in centro con un po’ di differenze rispetto al modello classico: locali più piccoli, solo posti in piedi con bancone, location di pregio e tre tipi di pizze. Un modo per cercare di raccogliere il maggior flusso di turisti che affolla il centro.

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