Il culto dell’arredobagno
Alla mia casetta ci tengo. Posso dire che mi piace come l’ho sistemata. Però non sono certo un maniaco dell’arredamento, come del resto non lo sono dell’ordine ma questo è un altro discorso.
Senza troppa fretta, l’ho composta pezzo dopo pezzo. Prima la cucina e la camera da letto.
La prima mi ero fissato che la volevo in un certo modo e ho puntato i piedi e trattenuto il fiato fino a che non me l’hanno fatta così. Per la camera da letto avevo alcune esigenze, ma una volta soddisfatte, mi è bastato che mi venisse proposto un modello che mi intrigasse un filo. Tutta roba abbastanza ordinaria.
Poi è venuto il salotto. Il divano è bello, enorme, fatto su misura ed è il mio pezzo da novanta, se non altro per l’intrigo. I mobili li ho fatti fare da un mobilificio del mio paese, niente di che, linea pulita e moderna.
Fine. Come dite? Manca una stanza? Eh sì…il bagno.
Vivo a casa mia da ormai otto anni. Credo, forse nove. Il bagno attende però ancora una sistemazione definitiva. Allo stato attuale ho solo un mobiletto ikea sotto il lavandino e un piccolo specchietto, di quelli che le donne utilizzano per truccarsi e gli uomini per i dettagli della barba, appoggiato sul lavandino. Il tutto impreziosito da un ciuffo di fili elettrici che ancora spunta dove prima o poi dovrà esserci lo specchio.
Tutti i miei amici che sono andati a vivere da soli o in coppia hanno posto grande attenzione al bagno, con soluzione anche di design, scelte dopo lunga cernita e visione si svariati modelli, anche in fiere di settore.
A me onestamente è un locale che non interessa più di tanto aver ben arredato. E’ funzionale. Certo, prima o poi dovrei decidermi a metterlo a posto ma devo trovare una via di mezzo tra l’Ikea e il design.
Pubblicato il 4 ottobre 2012, in Giorno Marmotta con tag arredobagno, vita domestica. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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