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La mattina, le calze e l’oic 13

Scene di vita vissuta. Interno giorno. Giorno decisamente mattiniero. Mrs Puck (ing. gestionale)e Mr Puck (dottore commercialista) si stanno preparando per la giornata. Lui apre il cassetto dello calze.

“Se vuoi ci sono anche quelle sulla scrivania, che abbiamo tolto dallo stendibiancheria” Fa lei. “No, grazie” fa lui cercando il paio giusto nel cassetto, proseguendo “applico il Fifo, se no poi uso sempre le stesse”. “Bravo” annuisce lei, sorridendo.

E proseguono nelle faccende della mattina.

Il fu dentifricio della discordia

In un film, che non mi piace ricordare quanto ormai sia datato, visto che è un film che ho adorato da “giovane” (Forget Paris), c’è uno stupendo dialogo su quali cose devono essere chiarite da subito in una coppia. Tra queste, spicca il modo in cui si spreme il dentifricio.

C’è da dire che la tecnologia in questo ha aiutato. I vecchi tubetti metallici, se iniziavi a spremerli dal centro, era un casino. Ora questi plastici, si riescono a ricomporre in un attimo. Con buona pace dei soggetti affetti da strane fisse e attacchi insensati di pignoleria.

Come il sottoscritto.

Vi saluto e aspetto di essere cazziato da chi di dovere per questo post 🙂

Top 5 della vita domestica invernale 

Con il brusco calo della temperatura di questi giorni, possiamo decisamente dire che è arrivato l’inverno. Che ha tanti aspetti negativi ma anche molto positivi, anche nella vita domestica. Ecco la mia personalissima top 5 del motivo per cui mi piace la vita domestica invernale.

5) la totale assenza di zanzare

4) farmi le lenticchie e il cotechino

3) gli aromi che metto negli imidificatori dei caloriferi 

2) infilarsi sotto il piumone appena prima di dormire

1) la biancheria messa sul calorifero la sera per essere calda quando viene indossata 

Come ti animo il sabato sera

Sabato era stata una bella giornata. Niente di eccezionale. Non sono un uomo di vita e anzi qualcuno potrebbe anche definirmi noioso. Però per me era stata comunque una giornata positiva.

Il risveglio era stato davvero buono. La mattina ero andato a un convegno professionale che si era rivelato più interessante di quanto temessi. Nel primo pomeriggio ero andato a prendere il solito caffè con YdR (seguirà post ad hoc sul fatto che ormai al centro commerciale di settimo siamo sdoganati come coppia gay). Poi avevo poltrito, ero andato a messa e infine al decathlon a comprare alcune cose per la gara di golf dell’indomani.

Insomma, mi avviavo a una serena e pantofolaia serata casalinga. Fino a che…

Apro il frigo e mi colpiscono due cose: il silenzio e il buio. Nooooo, di nuovo. Il frigorifero era di nuovo saltato.
Inutile menare il can per l’aia: non aveva senso farlo riparare un’altra volta, andava cambiato. Alè, spesa non preventivata. Però nel frattempo c’era un problema più contingente: salvare il salvabile. Prepara un paio di sacchettoni, prendi la macchina e porta almeno qualcosa in salvo nel frigorifero dei miei.

Eh sì… io sì che amo passare sabati sera trasgressivi!

Il culto dell’arredobagno

Alla mia casetta ci tengo. Posso dire che mi piace come l’ho sistemata. Però non sono certo un maniaco dell’arredamento, come del resto non lo sono dell’ordine ma questo è un altro discorso.
Senza troppa fretta, l’ho composta pezzo dopo pezzo. Prima la cucina e la camera da letto.
La prima mi ero fissato che la volevo in un certo modo e ho puntato i piedi e trattenuto il fiato fino a che non me l’hanno fatta così. Per la camera da letto avevo alcune esigenze, ma una volta soddisfatte, mi è bastato che mi venisse proposto un modello che mi intrigasse un filo. Tutta roba abbastanza ordinaria.
Poi è venuto il salotto. Il divano è bello, enorme, fatto su misura ed è il mio pezzo da novanta, se non altro per l’intrigo. I mobili li ho fatti fare da un mobilificio del mio paese, niente di che, linea pulita e moderna.

Fine. Come dite? Manca una stanza? Eh sì…il bagno.

Vivo a casa mia da ormai otto anni. Credo, forse nove. Il bagno attende però ancora una sistemazione definitiva. Allo stato attuale ho solo un mobiletto ikea sotto il lavandino e un piccolo specchietto, di quelli che le donne utilizzano per truccarsi e gli uomini per i dettagli della barba, appoggiato sul lavandino. Il tutto impreziosito da un ciuffo di fili elettrici che ancora spunta dove prima o poi dovrà esserci lo specchio.

Tutti i miei amici che sono andati a vivere da soli o in coppia hanno posto grande attenzione al bagno, con soluzione anche di design, scelte dopo lunga cernita e visione si svariati modelli, anche in fiere di settore.
A me onestamente è un locale che non interessa più di tanto aver ben arredato. E’ funzionale. Certo, prima o poi dovrei decidermi a metterlo a posto ma devo trovare una via di mezzo tra l’Ikea e il design.

Elettrodomestici in disuso

Ci sono elettrodomestici che, almeno nella mia visione, hanno ormai perso la diffusione di un tempo. Questo almeno secondo me. Vediamo se siete della mia stessa opinione. Si tratta di oggetti che io ricordo stabilmente in quasi tutte le case quando ero piccolo.

– Avete un tostapane? Io no.
– Avete un frullatore? Non parlo di robot da cucina o minipimer, dico proprio il frullatore solo per frullati. Io no.

A dir la verità il post nasce soprattutto sul tostapane…poi volevo allargare il discorso ma…fondamentalmente è solo della sua estinzione che mi preoccupo 🙂

La vita delle cose e il karma

Uno dei primi elettrodomestici entrati in casa mia è stata la lavatrice. Prima di lei solo lavastoviglie e frigorifero, arrivati assieme alla cucina. Avrà quindi ormai otto anni circa…e un grave guasto alle spalle, per il quale cambiai entrambi gli ammortizzatori. Già ero sul punto di prenderla nuova ma un po’ per spirito ecologista, un po’ perchè tutto sommato mi fecero un buon prezzo, decisi per la riparazione. Qualche settimana prima delle vacanze cominciò a non caricare acqua nella vaschetta dell’ammorbidente. Risultato: indossavo carta vetrata. Mi ero ripromesso ormai di cambiarla dopo le ferie. Rientrato dalla montagna avevo iniziato a guardare qualche modello, con 300-400 euro potevo cavarmela e magari salire di classe energetica. Quando poi è successo il già narrato corto circuito del quadro elettrico, con conseguente riparazione d’urgenza. Alleggerito di quasi 500 euro, evidentemente ho fatto compassione alla lavatrice, che come per miracolo si è rimessa funzionare. La razionale spiegazione è che probabilmente il caldo e il non uso per un mesetto hanno permesso a una piccola ostruzione di qualche condotto di sgretolarsi. Comunque non sono un tecnico e mi godo la lavatrice che nuovamente mi restituisce capi che non restano in piedi da soli. Aspettando con fiducia un responso dall’assicurazione per il quadro elettrico…

Piaceri domestici

Non ho dubbi nel dire che la cosa dell’inverno che mi piace di più, per quanto riguarda la vita domestica, è il lasciare la biancheria sul calorifero la notte. Per trovarla calda al mattino.

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